Sicurezza
Chiede foto e prova ad adescare minorenne sul web
«Mi fai godere», le scriveva. Lei però gli chiedeva di smettere, spiegandogli più volte di avere meno di diciotto anni
MASSA. In chat con la quattordicenne si era distinto per complimenti sulle sue forme, chiedendogli foto, provando a coinvolgerla con frasi come «mi fai godere». Per fortuna la ragazzina non abbocca, lo invita a smettere e alla fine fa vedere tutto al padre che lo denuncia. E lui finisce in tribunale.. È un procedimento che cammina lento e che rischia di andare in corso alla prescrizione quello che si è svolto ieri mattina di fronte al collegio presieduto dal giudice Ermanno De Mattia, con a latere la giudice Valentina Prudente e la giudice Elisabetta Congiusta. Il pm è Marco Mansi.
I fatti risalgono infatti a sette anni fa, al 2012, quando iniziarono i primi dialoghi sulla pagina social. La ragazza, allora minorenne, accettò questa richiesta di amicizia da uno sconosciuto che però mostrava di avere una serie amicizie comuni sul profilo facebook. Una rete di relazioni che ha fatto abbassare la guardi alla ragazza, che senza starci a pensare troppo ha accettato la richiesta di connessione.
L’uomo però ha subito cominciato a scriverle. Partendo in maniera normale, con conversazioni di banale introduzione tra sconosciuti conditi da qualche galanteria. Che piano piano però ha assunto tutt’altro aspetto.
Secondo quanto ricostruito in aula da un agente della polizia postale, ascoltato come testimone, gli approcci dell’uomo si facevano piano piano più invadenti.
E dunque dalle galanterie si era passati agli apprezzamenti. «Le frasi erano piano piano sempre più spinte - ha spiegato il testimone - prima commentava con lei le sue foto in costume, facendo apprezzamenti sulle forme. Poi era passato ad apprezzamenti sempre più pesanti, con chari riferimenti sessuali. E le chiedeva l’invio di foto, esortandola con frasi come “mi fai godere”».
E d’altro canto, a sentire la ricostruzione dell’agente, non si può certo dire che non fosse consapevole di parlare con una minorenne. «Lei gli aveva chiesto di smetterla, specificando di essere minorenne».
Dopo la denuncia del padre partono le indagini e la polizia, chiedendo alla piattaforma di risalire al codice identificativo dell’account, risale a un uomo originario della Lunigiana. Peraltro con precedenti segnalazioni per molesti e molesti sessuali. La data di nascita corrispondeva per mese e giorno, cambiava sull’anno: sul profilo era una decade più giovane.
L’uomo accusato di tentato adescamento di minore è difeso dall’avvocato Francesco Di Negro. Prossima udienza al 20 novembre.
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