Gioco
Varato il Piano strutturale Solo 11mila metri quadrati per le nuove costruzioni
Dopo 24 anni il Comune ha una nuova “legge” urbanistica Si punta sul recupero e la valorizzazione degli edifici esistenti e su aree verdi
MONTIGNOSO. Dopo 24 anni il comune di Montignoso si è dotato di un nuovo Piano strutturale, lo strumento che detta le regole urbanistiche del territorio. Ed è tra i primi comuni delle province di Massa Carrara e Lucca ad averlo adeguato alle ultime normative regionali, ovvero la legge 65/2014 e il Pit (Piano integrato del territorio con valenza paesaggistica.
Dopo anni di studi, revisioni e tre conferenze paesaggistiche in Regione Toscana, che ne hanno in parte modificato l’assetto, il piano è stato portato ieri sera in consiglio comunale per la definitiva approvazione. L’ultimo era targato Narciso Buffoni ed era ancora fondato su una divisione del territorio in comparti che nel nuovo atto mancano essendo previsti solo 107 alloggi di nuova costruzione.
Il Piano consente complessivamente 31.500 metri quadrati di Sul (Superficie utile lorda), rispetto ai 50 mila dei precedenti piani regolatori, ma solo 11 mila di nuova costruzione in cui è compreso anche il residenziale pubblico; i restanti 20 mila circa saranno di recupero dell’esistente per salvaguardare le aree verdi e il tessuto antropizzato, ma anche «per favorire i residenti e le ditte del territorio che lavorano più su piccoli progetti che su grandi opere», ha detto Eleonora Petracci, assessora all’Urbanistica nell’illustrare il piano assieme al sindaco Gianni Lorenzetti e ai componenti della Giunta Giorgia Podestà, Massimo Poggi, Raffaello Gianfranceschi, Andrea Gabrielli, Eleonora Petracci e al capogruppo Pd Marino Petracci. Gli standard, ovvero i metri quadrati che ogni abitante deve avere di verde pubblico, parcheggi, attrezzature, sono fissati a 30 metri quadrati contro i 18 richiesti dalla legge 1444 del 1968, ma sono demandati al piano operativo che il comune conta di avere il prossimo anno. C’è un’area urbanizzata entro cui poter intervenire, mentre su tutto ciò che è al di fuori sarà possibile solo il recupero e la valorizzazione dell’esistente oppure «sono possibili case popolari, impianti sportivi, edifici di culto, ma con una co-pianificazione della Regione» ha spiegato Lorenzetti, orgoglioso di questo risultato.
È uno strumento che cambia completamente la filosofia degli anni precedenti anche perché l’urbanistica è passata in capo alla Regione», ha ribadito il sindaco; non ci saranno grandi interventi sulla viabilità e poca edificabilità, quindi, soprattutto a Cinquale, dove però «ci sarà spazio per la riqualificazione e le attività produttive saranno privilegiate». È stato un percorso lungo: il procedimento fu avviato anni fa, prima che entrasse in vigore la nuova legge regionale e con l’arrivo della l.65 l’amministrazione decise di adeguarsi fin da subito alle normative. Adottato ad aprile 2016, è stato inviato in Regione dove è stato vagliato dalla paesaggistica a dicembre, gennaio e giugno 2017, «ci sono voluti anche quattro anni per il parere sulle norme idrauliche» ha commentato Petracci, «partendo da marzo e in un anno e mezzo poi contiamo di arrivare in fondo al piano operativo con cui Montignoso avrà una nuova infrastrutturazione». In una seconda fase verranno aggiornati il piano dell’arenile e il piano degli alberghi. —
Benedetta Bianchi
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