Sicurezza
Scontri in piazza per Salvini, in dieci indagati dalla Procura
Massa, recapitati gli avvisi di conclusione delle indagini ad alcuni manifestanti. Gli scontri avvennero durante il comizio del leghista, due i partecipanti feriti
MASSA. La procura ha recapitato l’avviso di conclusione delle indagini per dieci attivisti coinvolti negli scontri in piazza seguiti alla visita del leader della Lega Matteo Salvini in città. Non sono passati nemmeno quattro anni da quel 16 maggio 2015, ma in mezzo è passata un’era geologica in termini politici. Le piazze piene di contestatori di allora si sono trasformate oggi in platee affollate di sostenitori del politico, oggi vicepremier e ministro dell’interno del governo giallo-verde. E se pochi si avventurano in contestazioni pubbliche di massa, per chi allora si ritrovò a scontarsi con gli agenti in piazza i problemi giudiziari iniziano ora, in un clima decisamente mutato. Dell’indagine è titolare la pm Roberta Moramarco, che dopo tre anni e mezzo d’indagini ha inviato gli avvisi ai dieci indagati. I feriti quel giorno furono due, padre e figlio, uno grondante di sangue portato via dai poliziotti, fermato per resistenza a pubblico ufficiale per avere difeso il secondo.
I manifestanti si erano radunati vicino a piazza Garibaldi, dove alle 15 si sarebbe tenuto il comizio del leader del Carroccio. I manifestanti hanno provato a forzare il blocco della polizia e dei carabinieri che impediva loro di avvicinarsi alla piazza e poco dopo sono partiti dei violentissimi scontri. I manifestanti si erano fatti scudo con dei canotti gonfiabili, per dire no alla gestione degli sbarchi dei profughi gestiti in maniera inumana. Dall’altro lato, al tentativo di sfondare, sono partite le manganellate.
Agli indagati sono contestati la resistenza a pubblico ufficiale, ad alcuni il getto pericoloso di cose (uova, arance e bottigliette d’acqua) , l’oltraggio a pubblico ufficiale.
Più difficile di tutti la situazione di Silvano Ratti, l’uomo che ricevette le manganellate alla testa. Per lui l’accusa è di avere sputato e insultato gli agenti passando di fronte al blocco - “vigliacchi, omini di merda, a te sputo” - e di avere ferito un appuntato dei carabinieri provocandogli lesioni personali colpendolo con delle gomitate.
Le fonti di prova, per tutti i reati che vengono contestati dalla procura, sono una serie di riprese effettuate dagli agenti durante la manifestazione e alcuni video della televisione locale Antenna 3.A un altro manifestante invece viene contestato di avere colpito a mano aperta all’avambraccio un poliziotto e di avere difeso un manifestante, anche lui tra gli indagati, manganellato perché sporgeva la mano «con fare provocatorio», come scrive la pm. Per intervenire a difesa del compagno, l’uomo avrebbe colpito gli agenti schierati con un’asta.
Queste le dieci persone oggetto dell’indagine della polizia, momentaneamente difesi da avvocati d’ufficio: Diego Buffa di Massa, Nicola Faina di Pietrasanta, Andrea Franceschi di Carrara, Aldo Giandomenici di Viareggio, Alessia Masetti, di Massa, Giada Nioi di La Spezia, Luca Ratti di Carrara, Silvano Ratti di Carrara, Daniele Vivoli di Massa, Brando Ratti di Massa.
L.R.D.
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