Il Tirreno

i funerali 

L’ultimo saluto a Perfetti: i giovani avvocati piangono il loro “maestro” Franco

C.S.
L’ultimo saluto a Perfetti: i giovani avvocati piangono il loro “maestro” Franco

Nella chiesa gremita della Madonna del Monte, la commozione dei colleghi Don Luca: mi raccontò la sua vita. E da quel giorno ci ha unito la stima reciproca

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massa. La definizione della persona, il profilo lo tracciano le lacrime. Quelle dei colleghi giovani e giovanissimi, gli occhi gonfi di chi le aule di tribunale le calca da qualche anno e in Franco Perfetti aveva una spalla.

La sicurezza che qualcuno potesse darti la dritta giusta, lui che ha aperto le porte del suo studio, lui che ha fatto fare pratica ad una intera generazione. Lui che, quando i colleghi più giovani temevano l’errore, li aiutava: fianco a fianco a leggere gli atti, a delineare strategie difensive. Li accompagnava personalmente in tribunale perché sentissero di avere un supporto vero, perché fossero consapevoli che il testimone si passa. E adesso quella generazione, cresciuta professionalmente con lui, piange. Nella chiesa gremita della Madonna del Monte, accanto ai volti dei familiari, si distinguono quelli dei giovani avvocati. Tutti con le lacrime agli occhi.

L’avvocatura per Perfetti è stata vita e a ricordarlo c’è la sua toga: la fotografia dell’avvocato sorridente, i fiori bianchi, la toga nera. Perché in quella toga era la sua identità e Don Luca Franceschini lo sa bene. La giustizia e la religione, la loro capacità di disvelare: «Togliere il velo - spiega il parroco - e scoprire Dio, la Verità. Togliere quel velo è anche il compito della giustizia».

Don Luca l’avvocato Perfetti lo ha conosciuto parecchi anni fa e ieri, commosso, lo racconta a chi si è riunito in chiesa: «Franco era venuto a prendere suo figlio all’oratorio, in Duomo. Mi ha raccontato la sua vita. Una vita di umanità. Quella dell’avvocato Perfetti non è stata una confessione, ma un racconto. E da quel giorno ci ha legati una stima reciproca».

E “stima” è la parola più pronunciata ieri mattina, all’uscita della chiesa, nel momento degli abbracci, delle condoglianze ai parenti e del ricordo. Intorno alla famiglia si stringe l’intero foro di Massa: gli avvocati più anziani che hanno lavorato con Franco Perfetti, quelli più giovani, i suoi attuali praticanti, chi ancora era in studio con lui e il figlio Marco.

C’è l’intera città a dire addio all’avvocato, l’intera provincia. Ci sono i politici lunigianesi Jacopo Ferri (consigliere comunale a Pontremoli) e Loris Rossetti (ex consigliere regionale), c’è il fiscalista Giulio Andreani, l’assessore, e avvocato massese Marco Guidi. C’è l’intero foro di Massa, ci sono i dipendenti della procura. E c’è chi l’avvocato lo ha conosciuto fuori dalle aule di tribunale: gli amici di una vita, i vicini di casa. Chi da lui è stato difeso o rappresentato davanti ai giudici, chi semplicemente lo aveva incontrato. Uno di quei volti noti che riconosceresti tra un milione.

Sono tanti, così tanti che in chiesa non si entra: decine di persone sono in piedi, parecchie attendono all’esterno. E all’esterno si ritrovano alla fine della Messa. Gli abbracci ai parenti, le lacrime e 10 infiniti minuti di silenzio. Il carro funebre non si muove di un passo, gli avvocati si raccolgono commossi. Nessuno si allontana.

Poi a rompere quel silenzio interminabile è il fragore di un lunghissimo applauso a ricordare l’avvocato, la sua toga, il suo amore per la professione. Fino all’ultimo. —
C.S.
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