Sicurezza
Marmo, quantitativo massimo 4,5 milioni di cubi in 20 anni
Sarà in ambito comunale e non più per bacini «per evitare possibili contenziosi». E sui Piani Attuativi dei Bacini il Comune si accolla 100mila euro di costo
MASSA. A Villa Cuturi, a confronto il sindaco Francesco Persiani e l’assessore Pierlio Baratta con i concessionari ed esercenti di attività di cava, direttori, geologi e tecnici di cava; presenti anche il presidente degli Industriali Erich Lucchetti con Paolo Baldini e il presidente del Cam (associazione dei concessionari di Massa) Umberto Ronchieri. Obiettivo, fare il punto su quattro temi chiave: Piano Regionale Cave di competenza della Regione con cui vengono stabiliti i quantitativi massimi estraibili di marmo, comune per comune delle Apuane, nei prossimi 20 anni; Piani Attuativi dei Bacini Estrattivi da approvare da parte del Comune entro il 5 giugno prossimo; nuova Tassazione del Marmo; Regolamento sulle attività estrattive previsto dalla Legge regionale 35/2015 da approvare da parte del Comune entro il 30 giugno. Per il Centro Geo Tecnologie dell’Università di Siena erano presenti i professori Luigi Carmignani, Romeo Segoni e Vinicio Lorenzoni, oltre al presidente del Cgt prof. Paolo Conti.. In merito al Piano Regionale Cave (P.r.c.), è stato detto che «la Giunta Regionale Toscana lo ha fatto calare dall’alto, convocando in data 9 ottobre scorso un Tavolo di Concertazione a Firenze. Nelle intenzioni del Presidente Rossi e dell’Assessore Ceccarelli il Tavolo serviva a comunicare le scelte delle Regione ed a comunicare a tutte le categorie interessate, compresi i Comuni, il Quantitativo Massimo Estraibile (Qme in sigla) deciso dagli Uffici Regionali nei prossimi 20 anni».
La giunta di Massa ha da subito contestato le logiche della Regione e, unico Comune presente ai Tavoli di Concertazione, ha comunicato la propria intenzione di impugnare in tutte le sedi esperibili gli atti con i quali la Regione avesse approvato il Piano Regionale Cave. Amministratori e tecnici del Comune di Massa hanno poi partecipato a tutti i successivi tavoli convocati dalla Regione tra ottobre 2018 e gennaio 2019, con cadenza settimanale, coinvolgendo i concessionari massesi ed invitandoli a presentare proprie memorie ed osservazioni sui contenuti della bozza di Piano Cave.
È stato suggerito agli Uffici Regionali di aggiungere il trend positivo dell’export nella misura del 3,1% al Quantitativo Massimo Estraibile dei prossimi 20 anni, contribuendo a portare il Qme del Comune di Massa a 4,5 milioni di metri cubi estraibili tra il 2019 e il 2038. E il Qme, hanno sottolineato Persiani e Baratta, sarà in ambito comunale e non più suddiviso per i bacini, come inizialmente previsto dagli uffici regionali, evitando in tal modo possibili contenziosi tra comuni contermini.
L’ultima bozza prevede quindi per i concessionari massesi 4,5 milioni di metri cubi da estrarre nei prossimi 20 anni, non comprensivi del marmo estratto ed utilizzato in cava, in migliori percentuali di resa tra blocchi e scaglie, che possono arrivare al 20% in caso di filiera corta, ed in aggiornamenti quinquennali del Piano Cave con redistribuzione dei volumi autorizzati non estratti ai concessionari più virtuosi.
Per quanto riguarda i Piani Attuativi dei Bacini Estrattivi (Pabe in sigla), è stato ricordato dal sindaco e dall’assessore che con l’Atto di Indirizzo approvato con Deliberazione di Giunta 333 del 21/11/2018, l’attuale Amministrazione ha revocato il precedente atto di Giunta 158 del 18/5/2018, approvato dalla precedente Amministrazione, relativo ai Pabe. Il nuovo percorso, già reso operativo con la Determinazione Dirigenziale 2927 del 14/12/2018, con successiva sottoscrizione da parte del Dirigente del Settore della convenzione con il Centro di Geo Tecnologie della Università di Siena, prevede che faccia carico al Cgt la redazione completa dei Pabe.
Ciò da un lato comporta un maggiore costo di circa 100mila euro di cui si farà carico l’Amministrazione comunale, ma dall’altro, «evita che il Quadro Conoscitivo delle Cave sia realizzato a cura e spese dei concessionari, garantendo - è stato affermato - una maggiore trasparenza del procedimento amministrativo».
Considerati i tempi stretti a disposizione – i Pabe dovranno essere approvati entro il 5 giugno – è stato concordato con i tecnici del Cgt di procedere per step privilegiando i bacini che contengono cave per le quali andranno per prime a scadere gli atti di Concessione ed Autorizzazione alla Escavazione e che potrebbero pertanto essere oggetto del blocco della escavazione.
«Tramite la sinergia tra il personale comunale e quello del Cgt - hanno spiegato il sindaco e l’assessore - confidiamo di centrare anche l’ambizioso risultato di approvare i Pabe in tempi utili per rilasciare le nuove Concessioni/Autorizzazioni prima della scadenza di quelle attualmente in essere».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
