Sicurezza
Fiamme gialle a Palazzo civico da giorni Sequestrati file, interrogati i dipendenti
Il cerchio si era stretto ormai attorno al dirigente Pierluigi Bessi. Contestata concussione e turbativa di libertà di incanti
CARRARA. Gli agenti delle Fiamme gialle in Comune a Carrara sono saliti più volte. Hanno chiesto documentazione al sindaco Francesco De Pasquale e hanno interrogato alcuni dipendenti.
Non è stato un fulmine a ciel sereno la vicenda che vede indagato per concussione e turbata libertà degli incanti il dirigente comunale Pierluigi Bessi. Non è un caso che, nell’amministrazione grillina, lo stesso dirigente sia stato “parcheggiato” con ruoli sempre meno di potere. E che a palazzo lo si vedesse sempre meno.
Fino alla notizia dell’ordinanza di misura cautelare rimbalzata nelle scorse ore: il pm per il dirigent ecomunale aveva chiesto il carcere. Il giudice ha optato per l’interdizione dai pubblici uffici.
La vicenda tocca due aspetti. Da una parte i favori e le elargizioni richiesti, a più riprese, al titolare del Luna Park di Marina di Carrara, in cambio di licenze di installazioni di giostre e spettacoli che, altrimenti, sarebbero stati ostacolate.
È successo per anni, nel dicembre del 2009, nel maggio del 2010 e nel giugno del 2014. Con questi capi di accusa è finito al centro di una indagine della Procura e della Guardia di Finanza il dirigente Bessi.
Non solo la vicenda del Luna Park ma anche quella, complessa, relativa al progetto della realizzazione dell’ufficio di informazione e di accoglienza in località Tarnone- Fossa Cava finanziati con fondi europei . In questo secondo caso il reato contestato al dirigente è la turbata libertà degli incanti (art.353 comma 2).
la vicenda
La vicenda è ricostruita nell’ordinanza di applicazione di misura cautelare del gip. Il reato contestato è quello di concussione (art. 317) continuato e tentato.
I fatti: secondo l’accusa, Bessi, in qualità di pubblico ufficiale funzionario del Comune di Carrara dirigente del settore attività economiche/servizi alle imprese progetti e finanziamenti comunitari, «abusando dei suoi poteri, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, prospettando a Fiorello Lazzari che in mancanza dei seguenti favori e elargizioni avrebbe ostacolato e ritardato il rilascio di licenze di installazione di giostre e spettacoli ».
le contestazioni
Ma quali erano, secondo la ricostruzione della Procura, i presunti favori che il dirigente Bessi avrebbe richiesto al titolare del Luna Park? In una prima occasione, nel periodo di Natale del 2009, Bessi avrebbe costretto Lazzari «a consegnargli un navigatore satellitare Tom Tom dal valore di 270 euro». Nel maggio del 2010 il dirigente avrebbe costretto lo stesso Lazzari «ad eseguire a suo favore il pagamento di alcune bollette per un importo totale di 600 euro». a sembra che poi il Bessi abbia alzato il tiro e nel giugno del 2014 abbia chiesto al responsabile del Luna park di «consegnargli o procurargli un orologio Rolex». —
Alessandra Vivoli
/ altro servizio a pag.12
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