Il Tirreno

in aula 

Caso cava Romana, sentiti come testi i tecnici del Parco

Il pubblico ministero contesta all’imprenditore Giorgio Turba e al geologo Massimo Cornianidi aver violato le norme  del codice del paesaggio

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massa. A fare il punto in aula, davanti alla giudice monocratica Valentina Prudente, sono due tecnici del Parco, ascoltati come testi dell’accusa. Il pubblico ministero, infatti, chiede loro di dettagliare le modalità con cui sono stati tracciati i confini del Parco, appunto. Secondo l’accusa, infatti, Giorgio Turba ha esteso l’attività estrattiva all’interno di quei confini comunque in un’area in cui l’estrazione non è nè concessa, né prevista dal piano di escavazione. È, infatti, con l’accusa di aver violato le prescrizioni delle legge sui beni culturali e sul paesaggio che l’imprenditore del marmo (ex patron della Massese) è a processo. Insieme a lui, sul banco degli imputati, c’è anche il geologo Massimo Corniani, difeso dall’avvocato Luca Benedetti e dalla studio legale Diamanti. Secondo l’accusa Giorgio Turba, titolare di Cava Romana srl (che escava presso Cava Valsora-Palazzolo), avrebbe esteso l’attività estrattiva in area protetta e in difformità rispetto al piano di escavazione presentato e autorizzato. Turba e Corniani avrebbero, quindi, violato le prescrizioni del codice del paesaggio. Ai due si contesta, infatti, un reato di tipo contravvenzionale come previsto dall’articolo 181 di quel codice. In particolare - stando alla tesi accusatoria - sarebbe stata arretrata la linea di confine con il parco, ampliando in questo modo l’area interessata all’attività estrattiva. Di altra opinione, invece, la difesa che ritiene che l’escavazione, in galleria, sia avvenuta all’esterno dei confini del parco. Sottolinea, in particolare, che le mappe a disposizione dell’imprenditore e di chi ha definito il piano sono dettagliatissime, ancor più di quelle nella disponibilità del parco. Nella prossima udienza, la quinta, fissata per il 12 febbraio, sfileranno i primi testi chiamati, appunto, dalla difesa.

Una vicenda complessa quella di cava Valsora con risvolti anche davanti ai giudici amministrativi: al Tar è stato, infatti, presentato un ricorso contro gli atti con cui il Comune non rinnova le autorizzazioni all’escavazione. —

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