I selfie all’Ultima Cena e il Cristo “Lgbt”. Al Ducale va in scena Giuseppe Veneziano
Una mostra indaga la contemporaneità nei suoi aspetti più discussi. L’autore è un siciliano milanese d’adozione scoperto da Pinketts
“Storytelling”
Ha avuto luogo a Palazzo Ducale la preview della mostra “Storytelling” di Giuseppe Veneziano che verrà inaugurata oggi alle 18. Presenti, oltre all’autore, al curatore Ivan Quaroni e all’organizzatore Egidio Giorgi, il vicesindaco Guido Mottini, l’assessore alla cultura Eleonora Lama e il delegato alla costa Marco Amorese. Già dalla locandina che rappresenta la scena della Pietà di Michelangelo con Michael Jackson in braccio alla Statua della Libertà, si comprende l’indirizzo di questo pittore, che stupisce con scene dissacratorie (una perfetta Ultima Cena con i commensali a farsi selfie o il San Girolamo di Caravaggio a scrivere su un Macbook ne sono un esempio, come si vede dalle foto a corredo della pagina). Sono esposte una quarantina di opere. Fra queste, l'artista esporrà per la prima volta “Lgbt” nella quale ha dipinto Gesù che indossa slip leopardati, con il marchio Dolce e Gabbana, e sulla croce, al posto di 'Inri' la sigla che sta per “lesbiche, gay, bisessuali e transgender”. Spiega l’artista: «Per me gli uomini e le donne sono tutti uguali e a me non importa che orientamento sessuale hanno. Mi aspetto critiche dalla chiesa. Mentre dipingevo questo quadro sapevo che avrei fatto irritare qualcuno, ma l'arte non si può permettere di rappresentare solo tramonti o fiorellini».
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Siciliano ma milanese di adozione, il 47enne Giuseppe Veneziano si laurea in Architettura a Palermo e decide di dedicarsi solo da un ventennio alla pittura, dopo esperienze come illustratore, fumettista e vignettista satirico. Viene scoperto dallo scrittore Andrea G.Pinketts e poi inizia la sua scalata internazionale che lo vede toccare città importanti come San Pietroburgo, Praga e Pechino. «Il mio lavoro suscita reazioni – spiega Veneziano – ma sono io il primo ad avere certe reazioni quando guardo la realtà di tutti i giorni. Le mie tematiche sono sociali, parlo di sesso, politica, religione, tecnologia e come artista misuro il termometro del clima culturale in cui vivo».
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Ad un vernissage a Milano nasce la collaborazione tra Giuseppe Veneziano e Ivan Quaroni, critico d’arte interessato soprattutto a dare voce ai giovani, oltre che a curare mostre di artisti affermati come Vanni Cuoghi, Paolo de Biasi, Giuliano Sale o Silvia Argiolas. È anche fondatore del gruppo “Italiana Newbrow” che Quaroni preferisce definire «uno scenario di arte italiana dove la particolarità è quella di voler comunicare con il grande pubblico, portare l’arte ad un livello alto di comprensibilità. Il titolo della mostra di Veneziano, ad esempio – spiega Quaroni – vuol dire proprio “raccontare storie” attraverso opere di impatto». Ringraziamenti all’Amministrazione Comunale del collezionista e organizzatore Egidio Giorgi con cui ha curato personalmente i rapporti e la realizzazione della mostra, mentre l’Assessore Lama, intende sottolineare il grande lavoro della Commissione Cultura preposta a selezionare gli artisti. Il vicesindaco Mottini, si è definito “orgoglioso che il Ducale possa ospitare un artista internazionale». —
Daniela Marzano
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