Il Tirreno

il sistema di ripartizione 

«Te sei cascata in terra da sola eh, e ti abbiam fatto pigliare 50mila euro I soldi li pigli per merito degli altri»

A.V.

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CARRARA. Una conversazione telefonica del 13 giugno del 2017. È stata messa agli atti dalla Procura perché significativa per due aspetti: primo perché si evince che le lesioni, quelle per cui si aveva ottenuto l’indennizzo all’assicurazione erano false. E, secondo, perché viene spiegata la ripartizione dei soldi: alle finte vittime rimaneva solo una parte, il grosso andava ai registi dei “botti”.

Federico Radicchi dice a una delle finte incidentate che deve recarsi dal dotto Tonini per avere i certificati medici da utilizzare per ottenere la liquidazione.

Tre certificati falsi, relativi al protrarsi della malattia cagionata dal finto incidente da redarre in un’unica giornata, anzi in mezz’ora.

“Vai lì mezz’ora e ti fa tutto, ogni certificato sono 30 euro” dice Radicchi.

La finta vittima dellpincidente insiste nel chiedere ulteriori somme di denaro avendo fino a quel punto ottenuto solo 18mila euro, per due sinistri: “la torta p stata divisa in fetta io mi sono presa la fetta più piccola di tutti, di quasi 50mila euro ne ho presi 18”.

Radicchi risponde in maniera dettagliata svelando il sistema con cui venivano ripartiti gli indennizzi. E ammette, testualmente, che la signora a cui sono stati fatti liquidare 50mila euro in realtà “è caduta a terra da sola». E che i soldi li ha presi «per merito degli altri».

Ecco cosa dice Federico radicchi. “Non gli abbiam mica pigliati noi, li ha pigliati il dottore, quello che ti è venuto a accompagnare, quello che ti ha dato il botto. Senno se conosci un altro che ti fa pigliare 50mila euro tempo zero portamici anche me. Che te sei cascata in terra da sola eh! Io ho fatto un incidente vero sai quanto ho preso a oggi? Un c... e l’ho fatto vero. Te i i soldi li pigli per merito degli altri, vai a farti gli esami, non hai un c... è chiaro che prendi i soldi lo stesso. Te i soldi li pigli per merito degli altri». Questa intercettazione, finita nel maxi faldone dell’inchiesta della Procura sulle truffe alle assicurazioni, è importante sia perché evidenzia che per il falso incidente sono stati retribuiti anche il Tonini (il medico che ha rilasciato i falsi certificati di prosecuzione della malattia), il conducente del veicolo che ha finto di investire la signora in questione, quella con cui parla Radicchi. Nle dialogo si ripete inoltre che la finta vittima dell’incidente non aveva lesioni, le lesioni che invece sono state denunciate all’assicurazione.

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A.V.

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