La protesta
Palla: proprio non mi riconosco nell’uomo descritto dall’accusa
Il medico radiologo ha rilasciato dichiarazioni: non sapevo ci fosseuna associazione e certo ionon ne ho mai fatto parte
massa. Lino Palla, il medico radiologo finito in carcere nell’ambito della inchiesta sui falsi incidenti, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Di fronte ad Alessandra Conforti, la sostituto procuratore titolare dell’indagine e as Ermanno De Mattia, il giudice per le indagini preliminari, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ha però voluto rilasciare spontanee dichiarazioni.
Ha spiegato di non riconoscersi nell’uomo descritto negli atti dagli inquirenti. Ha inoltre chiarito di non aver neanche minimamente immaginato che esistesse una organizzazione che architettava falsi incidenti e infortuni. E ha escluso di aver mai fatto parte di quella associazione.
E se l’accusa gli contesta di non aver rispettato le norme in materia di accesso a visite ed esami diagnostichi, facendo passare avanti pazienti , lui si è difeso chiarendo di non aver mai stravolto le liste di attesa, ma piuttosto di aver aiutato tutti, rendendosi disponibile in particolare con chi aveva esami urgenti da fare. Ma il tutto - ha voluto precisare - senza aver mai favorito nessuno.
Non soltanto, Lino Palla ha anche reso dichiarazioni in merito all’accusa di aver falsificato referti: ha spiegato di non aver compiuto alcuna falsificazione e di non aver mai messo firme su documentazione già pronta. Nel profilo tracciato dagli inquirenti - ha ribadito - lui proprio non si riconosce.
Gli avvocati Riccardo Balatri e Enzo Frediani, che difendono Lino Palla, hanno già depositato istanza al tribunale di Riesame per una misura più leggera del carcere. —C.S.
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