E ora l’indagine si sdoppia Nel mirino altri professionisti
Tanti sinistri oggetto di attenzione, la Procura apre un secondo fascicolo Coinvolti anche altri medici ed altri avvocati del foro di Massa-Carrara
massa. È un puzzle, un tassello che si unisce all’altro e disegna un quadro. Denunce che si affiancano a denunce e la procura che vuole vederci chiaro: una molte enorme di intercettazioni ambientali e telefoniche. Cellulari sotto controllo e “cimici” negli uffici dei legali indagati. È una mega inchiesta quella su falsi incidenti e falsi infortuni. Così grande che non basta un filone, non un fascicolo. L’indagine, quindi, si sdoppia e nasce anche una seconda operazione Botto.
Perché a quanto pare - e il secondo filone ne sarebbe la conferma - quello che dell’inchiesta è emerso fino ad ora, è soltanto la punta dell’iceberg. Il fenomeno della truffa assicurativa sarebbe così radicato nel territorio e andrebbe avanti da anni, tanto da coinvolgere un numero enorme di persone. Circa 130. Di quelle 17 sono state oggetto di misura cautelare (4 in carcere e 13 ai docimiliari), molte altre sono citate negli atti per aver preso parte, con ruoli diversi, ai sinistri o alla costruzione ad arte di infortuni mai avvenuti.
Nella prima fase delle indagini a colpire gli inquirenti è stato il fatto che alcune figure comparissero in incidenti diversi, avvenuti in luoghi e con modalità differenti. Stesse persone, ma ruoli diversi, perché l’investito diventava investitore e il testimone a sua volta assumeva una veste nuova. Una indagine quindi che, in una prima fase, vedeva il continuo ripetersi dei soliti nomi, partita da un gruppo ristretto di persone per allargarsi poi a macchia d’olio. Fino a coinvolgere, appunto, 130 persone .
E sui profili di alcuni di quegli iscritti al registro degli indagati, la Procura sta ancora facendo luce perché la mole di lavoro è enorme.
La sola ordinanza con cui il giudice delle indagini preliminari, Ermanno De Mattia, ha firmato le misure cautelari conta di 1200 pagine.
La Procura - a coordinare l’inchiesta è la sostituto procuratore Alessandra Conforti - ha valutato quindi che fosse il caso di aprire un secondo fascicolo. E anche in quel filone sarebbero finiti nomi noti, professionisti conosciuti: altri medici della nostra provincia e altri avvocati del foro di Massa-Carrara . Alcuni legali, infatti - emerge negli atti - avreebbero accettato di fare da prestanomi. Avrebbero, insomma, preso partiche di risarcimento già belle e e pronte ( secondo gli inquirenti con documentazione falsa)e si sarebbero limitati a mettere la firma. In questo modo, pur essendo quelle pratiche svolte sempre dalle stesse persone ( quelle già oggetto di misura), sarebbe risultato alle assicurazioni che a farle erano legali diversi. E lo scopo era proprio quello di non destare sospetti.
Un nuovo filone di indagine, quindi, evidentemente legato a doppio filo a quello nell’ambito del quale sono già scattate le misure cautelare. Le indagini, dunque, non sono ancora chiuse anzi proseguono gli accertamenti della procura. Sotto la lente ci sono tantissimi incidenti avvenuti negli ultimi anni . La Procura ritiene infatti che proprio quegli incidenti abbiano contribuito ad alzare i premi assicurativi in territorio apuano.
Ieri, intanto, sono proseguiti gli interrogatorio di garanzia: Stefano Radicchi e Federico Radicchi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Della facoltà non rispondere se è avvalso al il radiologo Lino Palla che ha rilasciato spontanee dichiarazioni (vedi articolo sotto). —
C.S.
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