Toscana
Distruggono a pugni vetrine e negozima in cassa ci sono solo pochi spiccioli
I ladri hanno colpito in via Galilei, in zona Stazione e lungo via Fermi. I titolari: hanno preso due soldi, ma fatto grossi danni
massa. Non serve la mente e l’esperienza dell’investigatore per capire che la mano è sempre la stessa. Stesso orario, stesso modus operandi. E stesso obiettivo: il registratore di cassa. Anche quando dentro quel registratore ci sono soltanto pochi spiccioli. Chi tenta il colpo sceglie le prime ore del mattino: ieri passa all’azione poco dopo l’alba, tra le 6 e le 6 e 30. Non si preoccupa di evitare rumori o dar poco nell’occhio perché la vetrina la prende a pugni. Probabilmente infligge pure qualche martellata, ma le mani nude le usa eccome. A confermarlo c’è il sangue: su porte, stipiti e vetrine. I ladri hanno intenzione di passare al setaccio varie zone: partono da via Galilei, la strada che da viale Vecchio porta al tribunale. Il primo obiettivo è proprio a due passi dal palazzo di giustizia, prendono di mira il parrucchiere “Lorenzo”. Colpiscono più volte la porta con forza: riescono a trasformare una vetrina in briciole. I vetri saltano dovunque e dovunque arrivano le gocce di sangue. Sono da poco passate le 7 quando suona il telefono di Lorenzo Pardini, il titolare: dall’altra parte della cornetta c’è un’amica. Sta passando da quelle parti e nota che la vetrina è distrutta, lo avvisa immediatamente.
«Mi sono precipitato - racconta Lorenzo - e ho trovato la porta distrutta e tanto sangue. Il registratore di cassa non c’era più». I ladri se lo sono portato via pensando di fare il colpaccio, ma è andata male:«All’interno c’erano soltanto 4 euro. Il vero danno è dover sostituire il vetro - spiega - e stare chiusi una giornata per pulire e disinfettare il negozio. Una giornata persa, quello è un bel danno per noi».
Il registratore di cassa di Lorenzo lo ritrova la polizia, poco lontano, in un giardino di viale Vecchio. Di registratori ne trovano due. C’è anche quello di Giovanna Pennacchi, la titolare della panetteria-alimentari in via Fermi, poco lontano dal parrucchiere. Di prima mattina la chiamano e l’avvisano che qualcuno le ha distrutto la vetrina: «Il proprietario del bar qui vicino è entrato a lavoro e ha notato le condizioni del mio negozio. Mi ha immediatamente avvisata. Hanno distrutto la porta, il sangue era dovunque e dovunque sono finiti i vetri». In cassa c’era un centinaio di euro, ma la versa spesa per Giovanna è dover gettare tutta la merce: «I vetri sono saltati dovunque, sono costretta a gettare e ricomprare tutto quanto».
Anche su via Carducci, a due passi dalla Stazione, il ladri ci provano: puntano alla saponeria La Ninfea. A impedir loro di entrare ci pensano i vetri antisfondamento che resistono a botte e colpi di martello: «Una vicina - racconta Simona Guzzinelli, titolare del negozio - ha sentito il rumore, il tempo di mettersi una giacca e i ladri se l’erano già data a gambe. Pensare che ho anche l’allarme: avrebbe dovuto scoraggiarli. Più volte ci hanno rubato i bancali lasciati all’esterno, ma non avevamo mai subito un tentativo di furto così». Ora a dare una mano agli inquirenti potrebbero essere le telecamere: chi svolge le indagini sta verificando se ci siano impianti di sorveglianza nelle vicinanze dei negozi e se quelle telecamere abbiano ripreso i ladri ». — Chiara Sillicani
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google