Il Tirreno

Uno scooter, un’auto e uno scontro da 50mila euro: in otto per la truffa all'assicurazione - Video

Uno scooter, un’auto e uno scontro da 50mila euro: in otto per la truffa all'assicurazione - Video

Nel luglio 2016 per un incidente coinvolti tre “attori”, tre medici e due organizzatori. I referti compiacenti arrivavano anche da Pescia 

3 MINUTI DI LETTURA





[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.17713085:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/truffe-alle-assicurazioni-cosi-creavano-gli-incidenti-ho-fatto-come-mario-merola/115127/116720]]

MASSA. Spesso combinare un falso incidente e renderlo credibile era un lavoro piuttosto complicato. Servivano i mezzi, auto o scooter, ma soprattutto occorrevano le comparse. E i professionisti che, tramite gli esami, rendessero “reali” - almeno per l’assicurazione - le dichiarazioni fatte dai protagonisti degli scontri. E per organizzare qualcosa che valesse la pena e lo sforzo, con un guadagno consistente, poteva servire un gruppo anche di otto persone.

[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.17698849:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/massa/cronaca/2019/01/28/news/truffe-ad-enti-pubblici-e-compagnie-assicurative-arresti-e-perquisizioni-1.17698849]]

Così sarebbe capitato in un episodio contestato dalla procura e che data due anni fa. Siamo nel luglio, il 19 per la precisione, del 2016. Silvia Palamidessi, originaria di Pistoia racconta di essere stata investita insieme ad Aldo Marchi a bordo di uno scooter. Alla guida dell’auto, una Fiat Panda, Luca Vignali. Che ammette, nel referto consegnato, di avere investito i due. Secondo gli investigatori tutti sono d’accordo, investitore e investiti. Nessuno di loro sta dicendo la verità. E siamo già a quota tre intervenuti. Ma la lista si allunga.

Perché, per ottenere i soldi, bisogna che Palamidessi e Marchi abbiano subito dei danni. E che possano anche dimostrarli in maniera inequivocabile.

Qui entrerebbe in scena Mario Pucci, medico in servizio al pronto soccorso del Nuovo ospedale apuane. È lui, per gli investigatori, che avrebbe attestato il falso sulle lesioni personali denunciate dai due dopo l’incidente. E a scrivere per entrambi due certicati medici di prosecuzione della malattia di cui non avrebbero avuto nessun bisogno. Ed è quattro.

Non finisce qui. In gioco entrerebbe anche Roberto Michelotti, medico in servizio al Pronto soccorso dell’ospedale di Pescia, in provincia di Pistoia. La provincia della Palamidessi. Secondo la procura lui avrebbe certificato la sussistenza delle lesioni riportate dalla donna dopo l’incidente. Ed ecco il quinto.

Il sesto, con parte attiva nel processo, sarebbe stato Lino Palla, dirigente medico di radiografia, anche lui in servizio al Noa. Per la Procura avrebbe attestato delle lesioni inesistenti: una risonanza magnetica alla spalla sinistra per Mar chi, e una tomografia a piede, anca e spalla sinistri per Palamidessi e una risonanza magnetica sempre alla stessa a ginocchio e spalla sinistri. Tutte diagnosi, secondo la Procura non conformi alle immagini diagnostiche.

Sono questi, citando dall’ordinanza, «i falsi elementi di prova e la documenazione realativa al sinistro» di quel luglio 2016 che viene consegnata all’assicurazione, la Uniqa, che alla fine risarcirà con un indennizzo pari a 50mila euro.

Siamo rimasti a quota sei, ma ci sono altri due partecipanti. Si tratta di Emiliano Gentili ed Eleonora Pucciarelli. A quest’ultima la Procura contesta la collaborazione con gli altri membri, curando la parte amministrativa delle pratiche di risarcimento. Avrebbe anche accompagnato i “feriti” alle visite medico legali. Gentili invece avrebbe organizzato la cosa, tenendo i contatti tra tutti. Un affare a otto che vale 50mila euro. —
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa