Sicurezza
Oggi i primi interrogatori dal giudice Le difese lavorano su ogni episodio
I legali puntano a dimostrare che molti fatti non sono avvenuti come ipotizzato dagli inquirenti. E spuntano altri casi
massa. Oggi è il giorno degli interrogatori di garanzia. Dopo tre giorni di carcere e lo choc dell’arresto, potranno dare la loro versione dei fatti per primi il radiologo Lino Palla, difeso dagli avvocati Riccardo Balatri ed Enzo Frediani, e l’avvocato Federico Radicchi, difeso dall’avvocato Luca Pietrini, coinvolti nell’inchiesta della Procura sui falsi incidenti per truffare le assicurazioni: la cosiddetta “operazione botto”.
Domani invece sarà ascoltato il medico Cesare Natali, che è invece difeso dai legali Roberto Iacopetti e Carlo Pellerano. Complessivamente, tra quattro in carcere e tredici ai domiciliari, saranno 17 le persone che saranno interrogate.
La linea delle difese, finora abbottonatissime, è quella di valutare posizione per posizione, per capire nello specifico cosa viene contestato ai vari imputati. Il proposito è di dimostrare che gran parte delle circostanze che vengono addebitate agli imputati sono in realtà non frutto d’intenzione quanto piuttosto accidentali.
Dunque di fronte al giudice Ermanno De Mattia compariranno Palla e Radicchi, membri della presunta associazione a delinquere che insieme a un’altra, parallela e comunicante, avrebbe organizzato una serie d’incidenti fasulli per ottenere dei rimborsi illegittimi dalle assicurazioni.
Le pagine vergate dal gip, oltre mille, contengono giudizi molto duri. «Ciò che appare preoccupante - scrive nell’ordinanza in premessa - non è solo il notevole numero di persone coinvolte e l’altrettanto notevole numero di reati accertati nell’arco relativamente breve in cui si sono svolte le intercettazioni, ma anche il livello sociale di tali persone, fatto di avvocati, di medici, di liberi professionisti, di persone che, in teoria, non dovrebbero avere bisogno di ricorrere alla commissione di reati per riuscire ad avere dei redditi adeguati alle loro esigenza di vita e che dovrebbero essere in grado di procurarsi tali redditi mediante la loro lecita professione».
Intanto s’ingrandisce la lista dei tentativi di truffa che vengono contestati e che mostrano l’esistenza di un meccanismo strutturato e ben funzionante, che chiamava in causa tanti personaggi per ottenere il desiderato riconoscimento.
In un caso, dopo un incidente simulato, Radicchi avrebbe dato compito a un medico, Cesare Tonini del Noa, di redigere una perizia di parte riconoscendo all’incidentato un’invalidità tra il 10 e il 14%, coinvolgendo un altro medico Auro Fillini, medico legale di fiducia dell’assicurazione e chiedendo a un altro dottore, Vincenzo Verduci, di redigere dei certificati medici di prosecuzione della malattia. Al posturologo Luigi Benedetti, si sarebbe chiesto di rilasciare fatture per sedute fisioterapiche mai avvenute. Alla fine l’incidente fu riconosciuto e risarcito con quasi 10 mila euro. —
L.R.D.
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