Il Tirreno

Massa

L’omaggio del Rotary al Generale Roberto Conforti

L’omaggio del Rotary al Generale Roberto Conforti

Ospite d’eccezione il Generale Fabrizio Parrulli, che ne ha raccolto il testimone alla guida del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale

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MONTIGNOSO. Il Generale di divisione dei Carabinieri Roberto Conforti ed il Patrimonio storico ed artistico italiano sottratto alla collettività, sono stati argomento dell’evento rotariano al Bottaccio che ha visto come ospite il Generale di brigata dei Carabinieri Fabrizio Parrulli, alla guida del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. L’iniziativa era stata organizzata alla perfezione dall’avvocato Cordiano Romano, che era stato, con gran classe, capace di armonizzare momenti di grande commozione con altri di altissimo interesse. Come spiega in una nota il Club, «La passione che ha palesato anche nel suo vibrante intervento, appare ancora più significativa oggi che lo ricordiamo per la sua improvvisa ed inaspettata scomparsa. La serata ha segnato e segnerà profondamente la vita del Rotary club Marina di Massa Riviera Apuana del Centenario, che adesso deve continuare nel solco tracciato: “…the show must go on!!!”, così avrebbe concluso Cordiano». L’avvocato Cordiano Romano era infatti deceduto per un malore improvviso a fine serata, avviandosi verso casa.

La figura del Generale Roberto Conforti, già alla guida del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (Tpc in sigla) è stata tracciata dalla vedova prof.ssa Ena, che commossa per la presenza della qualificata platea, ne ha ricordato i tratti di comandante, militare, marito, padre ed uomo: tante sfaccettature di un “unicum” che grazie al suo costante impegno, ha saputo essere un comandante illuminato e lungimirante capace di ottenere risultati di grande valenza nazionale ed oltre confine.

Il Generale Fabrizio Parrulli oltre ad essere stato agli inizi degli anni ’90 collaboratore del Gen. Conforti, ne ha raccolto il testimone essendo dal 2017 Comandante del Tpc. Il suo intervento ha tratteggiato il lavoro e l’impegno di tutte le componenti della specialità che ha l’onore di dirigere e che è stata istituita nel 1969 con compiti esclusivi di sicurezza e salvaguardia del patrimonio culturale nazionale, attraverso la prevenzione e la repressione dei reati in danno dei beni culturali e paesaggistici o di salvaguardare i beni storico-artistici ed etnoantropologici.

Ha ricordato che il Tpc, dagli anni '80, utilizza a supporto delle sue attività uno strumento di enorme efficacia: la "Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti", prevista dall'articolo 85 del Decreto Legislativo n. 42 del 22 gennaio 2004 (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio): essa contiene la descrizione di oltre 1.200.000 oggetti rubati e quasi 700.000 immagini (dato aggiornato al 7 novembre 2018), informazioni sui reperti da recuperare, di provenienza italiana o internazionale. Tale sofisticata tecnologia informatica è impiegata per la correlazione degli eventi criminali alle opere da ricercare, rendendo il sistema informatico del Tpc, denominato Leonardo, punto di assoluto riferimento per l’Arma e per le altre Forze di Polizia italiane ed estere.

La sensibilizzazione dell’opinione pubblica, è stato ricordato, rimane un fattore chiave nella lotta ai crimini contro l'arte. Un nuovo modo di mettere il pubblico in contatto con il lavoro del Comando Tpc nella protezione dei beni culturali è la nuova applicazione iTpc, disponibile per i vari dispositivi mobili.

L’Arma dei Carabinieri è al passo dei tempi nel proteggere e nel tutelare non solo il nostro patrimonio culturale, ma anche quello di tutte le comunità nel mondo. —

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