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Iscritti nel registro anche un ex consigliere e un noto sportivo

Iscritti nel registro anche un ex consigliere e un noto sportivo

Intanto le indagini proseguono Sono 50 le persone ancora da sentire

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massa. L’inchiesta coinvolge 130 indagati, ma 50 di questi sono stati soltanto deferiti dalle forze dell’ordine. La pm Alessandra Conforti, titolare dell’inchiesta, dovrà ascoltarli e sentire le loro versioni. Gli altri 80 invece risultano già indagati. Oltre ovviamente ai quattro che si trovano in carcere e gli altri tredici ai domiciliari.

Capitolo interrogatori di garanzie. Chi è soggetto a misure cautelari aspetta ancora, perché non sono ancora stati disposti dal gip Ermanno De Mattia. Probabilmente bisognerà aspettare giovedì. È sottoposto a termini precisi: massimo cinque giorni dall'inizio e dall'esecuzione della custodia in caso di arresto in carcere e di massimo dieci giorni dall'esecuzione del provvedimento o dalla sua notificazione per le altre misure cautelari.

Se 17 sono gli indagati per cui è scattata la misura cautelare (arresto in carcere o ai domiciliari), i nomi iscritti nel registro sono molti di più. Per un totale di 130. E accanto a chi ha avuto un ruolo attivo, di “promozione”, c’è pure chi si è limitato a far da comparsa negli improvvisati set cinematografici per la messa in scena di falsi incidenti o falsi infortuni. Magari per qualche soldo.

Ma nella lunga lista degli iscritti nel registro, ci sono anche professionisti conosciuti. Tra gli altri spiccano i nomi di Luigi Turri, medico e consigliere comunale nella precedente amministrazione. Coinvolto nell’indagine anche Luigi Benedetti. Fisioterapista e posturologo, Benedetti è conosciutissimo per il suo passato da atleta: ha ottenuto un record del mondo nella staffetta 4 per 200. Classe 1951, è stato campione italiano, europeo ed anche recordman mondiale nel 1972 e nel primo mandato del sindaco Roberto Pucci è stato delegato allo sport.

Secondo l’accusa Luigi Benedetti, come posturologo , avrebbe, «rilasciato false fatture relative a sedute fisioterapiche mai avvenute». Luigi Turri, stando alla tesi degli inquirenti, avrebbe, invece, «dietro compenso redatto falsi certificati medici relativi a lesioni fittiziamente riportate in incidenti stradali».

Per Turri e Benedetti la notizia di essere oggetto di indagine arriva come un fulmine a ciel sereno. Sull’indagine Benedetti non rilascia alcuna dichiarazione, il dottor Turri spiega, invece, di aver «fatto dei certificati di proseguimento malattia per pazienti portati da Natali che conosco - spiega - perché è mio assistito. Si tratta di non più di 5 certificati per una cifra che sfiora i 1.000 euro. Ho agito in correttezza e, come dovuto, ho rilasciato le fattura che - aggiunge Turri -non sono mai state pagate».

Insomma, lui spiega di aver fatto semplicemente il suo lavoro visitando, facendo il certificato ed emettendo regolare fattura. —

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