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Un vigile ai domiciliari e altri due indagati

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È un volto noto il suo in città perché Renzo Mosti, classe 1957, è un vigile di lunga data. Per anni ha svolto attività di pronto intervento e ha rilevato incidenti. Secondo il pubblico ministero Alessandra Conforti, titolare dell’indagine, Mosti ha avuto un ruolo nella creazione dei falsi incidenti. Tanto che la stessa sostituta ha ritenuto che esistessero le condizioni per chiedere la misura cautelare: Renzo Mosti si trova, infatti, agli arresti domiciliari.

Ma non è l’unico agente di polizia municipale nel mirino degli inquirenti. Negli atti, infatti, si legge di altri due vigili oggetto dell’inchiesta, sempre per aver contribuito a creare e verbalizzare incidenti non avvenuti o per averne “gonfiato” l’entità: «Si pensi - si legge in premessa dell’ordinanza di misura cautelare - anche ai vigili urbani (oltre al Mosti almeno altri due appartenenti alla polizia municipale di Massa) che, pur svolgendo un lavoro con una stabile retribuzione e che dovrebbe essere istituzionalmente preposto anche a prevenire e reprimere frodi del tipo qui accertato, sembrano essere visibilmente disponibili a prendere parte a tali frodi o addirittura a sollecitarli».

Insomma, secondo la procura quei avrebbe avuto un ruolo attivo proponendo anche di architettare incidenti e non soltanto prendendo parte alle frodi. Sul coinvolgimento degli agenti della municipale l’amministrazione, in attesa di conoscere i dettagli della vicenda, non rilascia ad ora alcun commento. —

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