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l’analisi 

Il marmo dei big? Come una borsa di Gucci

Alessandra Vivoli
Il marmo dei big? Come una borsa di Gucci

Il tributarista Giulio Andreani parla degli utili milionari del lapideo: accresciuta la percezione del pregio e gli investimenti

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Fatturati milionari (si parla delle aziende toscane che superano i 5 milioni) e utili “stratosferici”. Questo il dato del settore marmo che abbiamo approfondito con il tributarista Giulio Andreani.

Come si leggono gli utili così alti delle nostre imprese del lapideo a fronte di fatrurati più contenuti?

Dagli ultimi bilanci pubblicati nel Registro delle imprese risulta che il valore medio, cioè riferito a tutti i settori, del rapporto tra reddito netto e ricavi di vendita è pari al 3,4%, mentre nel settore delle estrazioni è dell’8,7%. È però dell’8,6%, e quindi sostanzialmente analogo, anche nel settore delle lavorazioni lapidee e del 7,2% in quello delle costruzioni. In altri settori è un po’ inferiore, ad esempio del 3,8% nel settore metalmeccanico e nautico, e in altri ancora è negativo, come in quello dell’agricoltura, con un effetto riduttivo della media generale. Non emergono quindi squilibri, ma differenze del tutto fisiologiche fra settore e settore.

Ma perché qualcuno guadagna di più e altri meno?

Per diversi fattori. Alcuni attengono ai ricavi di vendita, che dipendono in buona misura dalla legge della domanda e dell’offerta, in base alla quale il prezzo di un bene è tanto più elevato quanto maggiore è il rapporto fra la domanda di quel bene da parte degli acquirenti e l’offerta da parte dei venditori. La domanda dipende, a sua volta da varie ragioni: l’ampliamento dei mercati, come quello generato dallo sviluppo commerciale della Cina, ad esempio, ha elevato la domanda di vari prodotti, tra i quali il marmo, spesso a parità di offerta, e ha comportato quindi un incremento dei prezzi. Così come un’efficace azione di marketing, mirata ad accrescere la percezione del pregio dei beni e dunque la loro richiesta. Perché una borsa di Gucci o di Prada è in genere preferita a una borsa di qualità altrettanto elevata ma anonima? Nulla è però casuale e, così come l’insuccesso non è mai questione di sfortuna, il successo non dipende dalla fortuna, che, se c’è, aiuta, ma sola non basta.

Dipende anche dai costi?

Certamente. Se un’impresa investe più di un’altra, produce i medesimi beni, o addirittura beni di miglior qualità, sostenendo costi minori dell’altra, elevando quindi il proprio reddito; così come un’impresa con una miglior organizzazione del lavoro ha una minore incidenza dei costi di produzione. Negli ultimi anni le imprese del settore lapideo, ad esempio, hanno investito molto. —

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