Il dolore
Truffe ad enti pubblici e assicurazioni: coinvolti avvocati e medici. 17 arresti, 130 indagati - Video
Massa, nella maxi operazione sono ben 159 i capi d'accusa. Oltre un centinaio i falsi incidenti creati. Tra gli arrestati anche operai e titolari di stabilimenti balneari. Le agenzie assicurative avrebbe subito un danno di circa 3 milioni di euro
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MASSA. Diciassette arrestati tra cui medici e avvocati, 130 denunciati, oltre un centinaio di incidenti falsi e 159 reati contestati. Tutto questo ruota intorno a truffe quantificate in 3 milioni di euro. Sono i numeri della maxi inchiesta "Il Botto" condotta dalla polizia di Massa Carrara e dai caribinieri di Massa sotto il coordinamento della procura massese.
Nella mattina di lunedì 28, le forze dell'ordine hanno eseguito - nei confronti di due associazioni a delinquere operanti da anni nel territorio apuano e nelle vicine province di La Spezia, Lucca e Pistoia - 17 misure cautelari personali (4 in carcere e 13 ai domiciliari) e perquisizioni nel territorio apuano, Montecatini, Castelnuovo Magra e Milano. L'indagine, avviata nel 2015, partirebbe da una denuncia interna all'ospedale di Massa.
GLI ARRESTATI
I due gruppi criminali avrebbero messo in piedi un vasto giro di truffe in danno di enti pubblici locali e compagnie assicurative. In particolare le agenzie assicurative avrebbe subito un danno di circa 3 milioni di euro. Nell'operazione le persone indagate sono 130 indagati, tra cui anche vere e proprie comparse per simulare i falsi incidenti in strada con specie di set cinematografici. Ben 159 i capi d'accusa.
Tra i 17 finiti in carcere o ai domiciliari ci sarebbero, secondo quanto appreso, avvocati di Massa, medici legali delle assicurazioni e medici specialistici che lavorano in strutture sanitarie del capoluogo apuano, un appartenente alla polizia municipale. Arrestati anche un investigatore privato con agenzia a Milano, specializzato nel ramo dell'infortunistica stradale, un pr di un noto locale del litorale versiliese, operai e titolari di stabilimenti balneari.
I REATI CONTESTATI
Tra i reati contestati anche quello di associazione per delinquere finalizzata al fraudolento danneggiamento dei beni assicurati, corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio, falsità materiale ed ideologica commessa da pubblico ufficiale e da privato, estorsione ed abuso d'ufficio.
IL CAPO DELLA PROCURA: "FATTI MOLTO GRAVI"
"Si tratta di un'indagine lunga e articolata per fatti di particolare gravità. Il gip ha scritto 1200 pagine che confermano il nostro impianto investigativo", dice durante la conferenza stampa il procuratore capo Aldo Giubilaro. Che ha poi lasciato la parola alla sostituto procuratore Alessandra Conforti, titolare dell'inchiesta. "Sì tratta dell'indagine più complessa che ho fatto qui e sono a Massa da 20 anni. Si tratta di professionisti che non disdegnavano di arrotondare i già buoni stipendi con truffe. E le associazioni a delinquere scoperte sono due, comunicanti tra loro ma autonome".
Le indagini sono iniziate nel 2015, partendo da alcune segnalazioni riunite in un quadro coerente dalla Pm, che con il paziente lavoro congiunto di polizia e carabinieri ha connesso fili e scoperto la vasta rete di sostegno. "È solo la punta dell'iceberg", commenta Conforti.
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