Il Tirreno

dure critiche sulla gestione della discarica 

Il comitato Cava Fornace si “imbuca” al convegno Programma Ambiente

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montignoso. Il Comitato contro cava Fornace riesce a partecipare al convegno (a porte chiuse e su invito) organizzato da Programma Ambiente, e il suo commento non è tenero: “Partecipare al convegno di Programma Ambiente Apuane è stato come andare ad una convention di Terrapiattisti ed essere gli unici ad aver studiato Aristotele; unica cosa fortemente presente era il profitto sopra ogni cosa, sopra la salute, sopra all’ambiente. L’Amministratore delegato parla di trasparenza e comunicazione scordandosi che il convegno è stato organizzato a porte chiuse (su invito), che nessuna Associazione ambientalista o il Comitato sono stati invitati ufficialmente senza lasciare spazio a nessun tipo di confronto, a nessun contraddittorio. Il tutto si è svolto alla presenza di poco meno di 30 persone in un contesto in cui l’unico obbiettivo era quello di esaltare le “virtù” di un impianto che rientra tra le industrie insalubri di I grado». Il comitato sostiene che «i sindaci di Montignoso e Pietrasanta, sembravano più impegnati a chiedere soldi ai gestori della discarica per alcuni particolari progetti delle loro amministrazioni che a risolvere quelli dell'intera collettività del territorio. Le criticità ambientali, l’estrema vicinanza con il lago, con le falde, con le sorgenti, con i campi agricoli, con le industrie alimentari alla “Coimpre”, con le persone che vivono vicine, non sono state accennate. Siamo tornati indietro, “i cittadini devono vederla come una risorsa, la dobbiamo gestire, io abito lì, se fosse pericolosa non ci starei”, sintetizza il sindaco di Montignoso Lorenzetti. Confartigianato e Confcommercio cercano di far passare che siamo in emergenza amianto, ma nessun dato viene fornito di questa emergenza, mancano ancora oggi i censimenti dei comuni Apuo-Versiliesi, ma ribadiscono che è necessaria questa discarica, l’unica autorizzata, scordandosi che in verità è una delle poche che non è ancora esaurita o chiusa dalla Procura per reati ambientali ed è ubicata dentro un sito non idoneo». —

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