Il Tirreno

Benedetti non vuole la gatta al Noa: «Post su Facebook istiga ad uccidermi»

Chiara Sillicani
Benedetti non vuole la gatta al Noa: «Post su Facebook istiga ad uccidermi»

Massa, il presidente del consiglio fa denuncia alla polizia postale. L’autore: "Mi riferivo alla sua uscita dalla scena politica"

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La spiegazione del caso. Tutto è inziato con una gatta che si fa beccare, più volte, in pronto soccorso all'ospedale di Massa. il presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti denuncia la presenza del piccolo felino e spiega: «un gatto che gira libero non deve stare all’interno di un reparto in cui il personale è impegnato ad intervenire su persone che hanno bisogno di un soccorso. Un conto è stare intorno all’ospedale, al limite all’ingresso, un’altro all’interno dove si richiede un minimo di rispetto delle norme igineico-ambientali».  Una richiesta che ha scatenato polemiche, anche pesanti.

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MASSA. Stefano Benedetti, presidente del consiglio comunale, ne è certo: il post scritto da Mattia Bernardini, è una istigazione ad ucciderlo. Ne è talmente certo che, fatto uno screenshot, lo invia alla polizia postale. E annuncia che questa mattina sporgerà denuncia. E se valuta grave che qualcuno, mani sulla tastiera, il post lo abbia scritto, altrettanto grave considera il fatto che sotto il post abbia cliccato “Mi piace” Nino Mignani, presidente della Croce Bianca

Il post, un paio di righe, è a commento di un articolo sull’ormai famosa gatta del pronto soccorso. Sì perchè il presidente del consiglio ha denunciato la presenza di una micia in ambienti sanitari e chiesto all’Asl di intervenire ed evitare che l’animale entri in ospedale. Dopo quella denuncia, sono parecchi su Facebook a puntare il dito, spesso con toni tutt’altro che pacati, contro Benedetti.

Mattia Bernardini, 24 anni, studente di scienze sociali e volontario della Croce Bianca, sul suo profilo posta l’articolo e aggiunge “Benedetti... Ma quand’è che lo fanno fuori sul serio?”. La frase è forte e per il presidente del consiglio configura a pieno l’istigazione ad uccidere: «Proprio in questi giorni si sta svolgendo a Lucca un processo contro un individuo che mi ha minacciato di morte su Facebook (nel 2014, in relazione all’occupazione del Comune di Carrara ndr). Oggi un altro individuo, che peraltro non conosco, scrive frasi sul suo profilo che sono chiaramente interpretate come una istigazione ad uccidermi. Considerate le aggressioni, anche gravi che ho subito negli anni passati, mi vedo costretto a presentare denuncia, ho già segnalato il profilo alla Polizia Postale in modo che possa avviare le indagini per denunciare il responsabile».

Mattia scrive e Nino Mignani clicca “Mi piace”:«Mi sembra molto grave - spiega Benedetti - perché Mignani danneggia l’immagine di tante associazioni serie che operano nel settore del volontariato e della solidarietà. Mi farò carico di invitare l’amministrazione a prendere le distanze dal presidente Mignani poiché con questa azione non ha dato un buon esempio di volontario che dovrebbe dedicarsi agli altri anziché augurarsi che qualcuno mi uccida».

Il post su Facebook non c’è più: Mattia, consigliato dalla stesso Mignani, lo ha rimosso. Ammette, però, di averlo scritto e assicura che l’intenzione di fare del male proprio non c’era: «Studio servizi sociali, ho fatto lo scout, faccio volontariato, sono in Croce Bianca dall’età di 16 anni, figuriamoci se potrei mai augurare la morte a qualcuno. È una cosa - si difende - fuori dalla mia mente. Il post, sul mio profilo privato e visibile soltanto agli amici, si riferiva esclusivamente all’uscita di Benedetti dalla scena politica. Io non condivido le sue idee, intendevo quindi “farlo fuori” dal dibattito politico e dal consiglio comunale. Intendevo “Quando lo fanno smettere di dire quello che dice?”. Anche sulla gattina in pronto soccorso non sono d’accordo con lui. Abito in una casa popolare, conosco bene problemi come l’emergenza abitativa e Benedetti si preoccupa di una gatta. Il mio post è stato strumentalizzato».

Mattia ci tiene pure a precisare che quel post lo ha fatto da privato cittadino e non da volontario perchè tra la Croce Bianca e Benedetti di screzi ce ne sono stati parecchi, da quando - ricorda lo stesso presidente del consiglio - l’associazione firmò una convenzione, durante l’amministrazione Pucci «per pagare i suoi debiti».

Mignani, da parte sua, giustifica il suo “Like” con la consapevolezza che quel “fanno fuori” nel post di Mattia si riferiva « all’uscita di Benedetti dalla politica. Mattia - prosegue il presidente della Croce Bianca - è la quinta essenza della bontà, non farebbe male a nessuno».

Benedetti, però rimane ai fatti e alle parole:«Nel post si scrive “Quand’è che lo fanno fuori sul serio?”. È l’utilizzo di quel “sul serio” che fa pensare alle tante aggressioni subite e alla speranza che adesso vadano a segno davvero. Per questo ritengo corretto denunciare, a tutela della mia incolumità. Ho ricevuto oltre 200 messaggi di conoscenti, colleghi, consiglieri meravigliati per quel post e per i toni usati. Io credo che «al di là della proprie convinzioni non siano accettabili minacce o istigazioni pubbliche all’omicidio. Quindi ho informato la polizia postale e oggi denuncio».

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