Il Tirreno

l’iniziativa ad alta quota 

“Holas Andes 2018”: i segreti del viaggio in Perù

Luca Santoni
“Holas Andes 2018”: i segreti del viaggio in Perù

Alpinismo giovanile del Cai di Carrara protagonista alla cena del Panathlon Club. Il bilancio delle escursioni anche in mountain-bike è stato positivo ed eccitante

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Carrara. Alpinismo protagonista della serata conviviale che il Panathlon Club di Carrara e Massa ha organizzato venerdì sera, all'interno della lussuosa location del ristorante Extra. . Ospiti d'onore dell'evento, i membri di “Hola Andes 2018”, la prima spedizione alpinistica extraeuropea di alpinismo giovanile organizzata dal Cai di Carrara. Voluta fortemente dalla sezione locale del Cai, per festeggiare il 130° anniversario della sua fondazione, la spedizione si è svolta in Sudamerica, toccando le Ande peruviane, la Cordillera Blanca e l'Huayhuasch, dal 21 giugno all'11 Luglio 2018.

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La spedizione, durata in totale tre settimane, era formata da 26 partecipanti, 14 adulti e 12 ragazzi. Il presidente del Panathlon Paolo Pasquali è stato affiancato dal vice presidente Gino Piccini. Immancabili, come sempre, i supporti del past president Paolo Dazzi e del segretario Claudio Sartorio. Sono stati quindi accolti il capo spedizione Fabrizio Molignoni, il suo vice Alessandro Vignoli e Luigi Vignale (presidente della sezione e medico rianimatore). Assenti gli altri membri adulti della spedizione tra i quali Bruno Giovannetti, guida di mountain-bike, Lorenza Pratali, medico cardiologa e fisiologa del Cnr di Pisa, responsabile degli studi sull'alta quota, e Giuseppe Trombetti, farmacista e botanico.

Tra i ragazzi, hanno partecipato alla serata: Mattia Bianchi, Tommaso Dell’Amico, Michele Maggiani, Giacomo Meazzini, Gregorio Molignoni, Tommaso Scaltritti e Pietro Valese.

E' stata la prima volta nella storia del Club Alpino Italiano della Toscana che una spedizione di questo tipo si è rivolta ai ragazzi dell’alpinismo giovanile, nella fascia di età compresa tra i 15 e i 17 anni.

Dopo il presentazioni di rito, il presidente Paolo Pasquali, ha ceduto la parola a Fabrizio Molignoni che ha raccontato l'avventura sudamericana: «Questa spedizione nasce dallo stimolo di coinvolgere giovani minorenni in un progetto di questo tipo, cercando di trasmettere a loro la nostra esperienza. Quello delle Ande peruviane si sono rivelate un taglio più logico. Abbiamo portato avanti l'idea rapidamente anche se l'organizzazione è stata complessa. I tagli della spedizione sono stati tre: una prima parte escursionistica, servita come acclimatamento; una parte centrale alpinistica e una parte finale di mountain-bike che dai 4000 della Cordillera Blanca ci ha portati all'oceano Pacifico».

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Al termine di un filmato riassuntivo della spedizione è intervenuto Luigi Vignale: «Le tre settimane della spedizione sono state precedute da mesi di impegni per gli organizzatori.

Questa impresa sportiva va a corollario dell'Operazione Mato Grosso, che da 52 anni promuove tra i campesinos delle Terre Alte evoluzione sportiva, lavorativa e sociale. Noi abbiamo vissuto con guide istruite da istruttori italiani decenni fa.

Abbiamo frequentato ospedali e scuole e abbiamo goduto dell'ospitalità di questo grande popolo. Questi ragazzi rappresentano quello che è il futuro della società: coinvolgere giovani, adulti e anziani.

Questa è l'esperienza che abbiamo vissuto in quelle settimane in ambienti critici». —

Luca Santoni
 

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