Sicurezza
Aumenta l’Imu per i fabbricati a canone concordato
CARRARA. Aumenta l’aliquota Imu per i fabbricati concessi in locazione a canone concordato: dalla tariffa agevolata del 7,6 per mille applicata sino ad oggi al 9,6 per mille. Questo uno dei punti della manovra pentastellata illustrata da vicesindaco Matteo Martinelli in commissione bilancio: “Per i contratti a canone concordato nel 2016 il governo ridusse Imu e Tasi del 25%. Nel 2014 era già stata introdotta la cedolare secca al 10% per combattere il fenomeno degli affitti in nero. Viste le varie agevolazioni già previste a livello nazionale, abbiamo disposto quest’aumento per avere a disposizione più denari per fronteggiare l’emergenza abitativa. Prevediamo infatti di stanziare 200mila euro per le fasce più bisognose». Nettamente contraria l’opposizione, in primis Andrea Vannucci che ha osservato: «Credo questi denari servano invece a fare cassa. Una misura simile rischia di essere inutile a fronteggiare l’emergenza abitativa e di avere come conseguenza una diminuzione dei contratti. Il Comune dovrebbe piuttosto agevolare i patti concordati per calmierare gli affitti. Se avete necessità di far quadrare il bilancio per compensare delle mancate entrate, andate a prendere i soldi dove fa meno male». Giuseppina Andreazzoli ha aggiunto: «L’aliquota è sempre stata tenuta bassa per la necessità di contenere i canoni di locazione». La consigliera socialista ha fatto notare come il capitolo delle uscite non sia ancora mai stato affrontato in commissione bilancio. Su richiesta dell'opposizione, la maggioranza si è detta invece disponibile a rivalutare l'aumento dell'aliquota Irpef. Ricordiamo che i redditi superiori ai 10 mila euro pagheranno lo 0,8 per cento invece dello 0,64 com'è avvenuto fino allo scorso anno. I consiglieri di minoranza hanno chiesto di rivedere la necessità di aumentare l'addizionale a seguito delle sentenze del Tar che hanno consentito la riapertura delle cave fermate dal Comune. «In realtà l'incremento dell’aliquota Irpef è stato imposto anche da altri fattori, parte dei quali nazionali – ha commentato Martinelli – il Governo ha deciso di non ricostituire il fondo di solidarietà comunale, ovvero minori trasferimenti per 600mila euro, e di obbligare i municipi ad aumentare il fondo per i crediti di dubbia esigibilità, un accantonamento di 800mila euro». Il vicesindaco ha garantito che un confronto in ufficio marmo e un passaggio in commissione saranno fatti il prima possibile. Tuttavia, si è detto pessimista sulla possibilità di fare retromarcia sull'Irpef. Questo farà slittare leggermente in avanti i tempi di elaborazione del bilancio preventivo, che l'amministrazione prevedeva di chiudere a cavallo tra gennaio e febbraio. —
I.R.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
