Il Tirreno

Investimento sbagliato a Massa

Comprano diamanti a prezzo gonfiato: ingannati dieci risparmiatori

Francesca Galloni avvocato Confconsumatori
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Francesca Galloni avvocato Confconsumatori

Si sono rivolti a Confconsumatori, ma a complicare il quadro c'è il fallimento della società

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MASSA. C’è chi qualche soldo lo ha messo da parte in anni e anni di rinunce. Chi, invece, ha venduto una casa di famiglia e si ritrova con un tesoretto da far fruttare. C’è chi di investimenti ne ha già fatti e chi di interessi maturati e cedole non ha la più pallida idea. Risparmiatori diversi, con diverse situazioni economico-patrimoniali, ma tutti quanti contrari all’idea di investire in titoli, azioni, obbligazioni. Quel tipo di investimento non li fa dormire tranquilli, preferiscono un’alternativa.

E quell’alternativa la propongono loro le banche di cui sono clienti: contattano i risparmiatori e fanno sapere che in ballo c’è la possibilità di un investimento in diamanti. Gli istituti di credito fanno da intermediari e nei loro uffici gli investitori incontrano una società che si occupa, appunto, di diamanti. «Chi acquista - spiega oggi Confconsumatori - i diamanti non se li porta a casa, meno che mai se li fa montare dall’orefice di fiducia e li mette al dito. Piuttosto quelle pietre preziose - spiega l’associazione - neppure le vede: viene esibito soltanto un certificato e i diamanti vengono custoditi in banca o presso la società venditrice». Un investimento, quello in pietre, che avrebbero fatto diverse persone anche a Massa, attraverso un paio di banche con filiali in città.


Gli investitori acquistano e credono di aver realizzato un affare fin quando a metter loro qualche dubbio arriva l’Antitrust che riscontra “scorrettezze che hanno riguardato le informazioni ingannevoli e omissive diffuse attraverso il sito e il materiale promozionale predisposto in merito”. In particolare l’antitrust contesta il prezzo a cui una società - spiega Confconsumatori - vendeva le pietre accertando che era palesemente gonfiato». La società di vendita - è l’ipotesi - avrebbe gonfiato il prezzo esibendo un suo listino e non quello indicante le quotazioni di mercato. E a completare il quadro c’è pure il fallimento di quella società. Così una decina di investitori massesi ha bussato alle porte di Confconsumatori per chiedere assistenza legale.

L’associazione, con l’avvocatessa Francesca Galloni, ha preso carta e penna e scritto alle banche che hanno proposto l’investimento e alla società che ha ceduto i diamanti. In quella lettera vengono contestati «profili di illegittimità ed irregolarità posti in essere sia dalla banca, sia dalla società circa l’investimento».
«A noi - spiega Francesca Galloni - si sono rivolte dieci persone, clienti di due banche con filiali in città. Si tratta di piccoli risparmiatori che in diamanti hanno investito da un minimo di 5.000 ad un massimo di 15.000 euro. Stiamo lavorando per ipotesi transattive in modo da evitare la causa civile.

Le società che si occupavano di investimenti in diamanti erano due, ma quella che ha venduto le pietre ai risparmiatori che rappresentiamo è fallita per cui la transazione deve essere fatta con la banca. Il nostro sportello - ricorda poi l’avvocatessa - è aperto tutte le mattine dalle 9 alle 12 e martedì, mercoledì e giovedì anche di pomeriggio». (Info: 0585 488643,confconsumatori.massa@g mail.com).
Verrebbe da dire che nonostante la stasi attuale del mercato immobiliare, forse avevano ragione i nonni: il miglio investimento è il mattone. —

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