Il Tirreno

il “fine vita” 

Una tavola rotonda per chiarire il tema del testamento biologico

Sara Lavorini
Una tavola rotonda per chiarire il tema del testamento biologico

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aulla. Si svolgerà ad Aulla, presso la sede della Cgil in via Nazionale 169, la conferenza "Testamento biologico Party" incentrata sul delicato tema del fine vita. L'evento organizzato ad un anno dall'entrata in vigore della legge 219/2017 è aperto a tutti i cittadini ed è organizzato grazia alla collaborazione dell'avvocato Chiara Guastalli, esperta in materia.

«La materia, comunemente, detta "fine vita" trova il suo fondamento nella Costituzione e cioè l'art. 2 che riconosce i diritti inviolabili dell'uomo - spiega l'avvocato Chiara Guastalli - l'art.13 che tutela il diritto alla libertà personale e l'art.32 che tutela il diritto alla salute. La legge 219/2017 ha rappresentato un ulteriore punto a favore di questi concetti, infatti quest'ultima non tratta solo di fine vita, ma anche di consenso o dissenso informato, con una particolare attenzione ai minori e agli incapaci, di disposizioni anticipate di trattamento e di pianificazione condivisa delle cure. Sono tutti aspetti volti a valorizzare la persona sempre, a maggior ragione, nel momento della fragilità che spesso è anche difficoltà di una famiglia».

Tutti noi abbiamo paura anche solo a pensare, le enormi problematiche della vita: della morte come parte stessa dell'esistenza umana, dell'accompagnamento alla fine della vita, del valore che ognuno di noi ha, anche se è malato, fragile, vecchio, stanco o morto. Provare ad avere uno sguardo lucido, laico e sereno su questi temi, forse, può aiutare le persone e i nuclei familiari ad essere meno schiacciati da un peso già fin troppo grave da sostenere. «A un anno dall'entrata in vigore purtroppo, devo dire che la legge non è sufficientemente conosciuta, anzi talvolta - conclude Guastalli -, percepisco una reale confusione con altre figure, portate alla ribalta da famosi casi di cronaca e, questo, non fa che aumentare la disinformazione e quindi allontana ulteriormente i cittadini. Inoltre, ho visto che è molto importante avere l'istituzione vicina, infatti dove il comune o la Società della Salute hanno promosso gli incontri con la popolazione, i medici di famiglia, i medici responsabili per le cure palliative e la donazione d'organi, il risultato è stato davvero importante. Nessuno si è sentito solo e questo, io penso che debba essere l'obiettivo per l'ente pubblico». —

Sara Lavorini

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