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Minuto: monumento a Bellugi? E io tolgo la targa di mio fratello

Camilla Palagi
Minuto: monumento a Bellugi? E io tolgo la targa di mio fratello

L’ex presidente della 28 Aprile: aveva 18 anni quando i fascisti lo ucciseroOliviero Bigini (Anpi): il monolite è un oltraggio alla città medaglia d’oro  

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«Se metteranno quel monolite mi impegnerò per togliere quello dedicato a mio fratello Giuseppe. E invito l’Anpi a chiedere lo stesso ai discendenti dei partigiani del Comune di Massa: togliete targhe e nomi delle strade. Non voglio che la memoria di mio fratello venga confusa con quella di Bellugi».

A parlare è Giuliano Minuto, classe 1942. L’uomo, un passato fra i socialisti e come presidente della 28 aprile, aveva due anni quando il fratello morì per mano fascista. In piazza della stazione una targa ricorda quel giorno: “A Giuseppe Minuto, partigiano, qui caduto combattendo per la libertà e per la dignità il 1 agosto 1944, nel puro entusiasmo dei suoi 18 anni”. Solo due anni, ma Giuliano un ricordo del fratello, ce l’ha: «Mi suonava la chitarra per farmi addormentare. Spesso temo sia frutto della mia immaginazione, perché a volte mi è stato raccontato, e io ero molto piccolo». Di tempo non ne ha avuto per maturare ricordi vividi del fratello. Il nazifascismo non glielo ha concesso. Una delegazione della sezione locale dell’Anpi ha richiesto un incontro all'amministrazione «per illustrare le stragi che uomini come Bellugi» hanno compiuto in questa terra. Oliviero Bigini, presidente dell’Anpi, in una nota, racconta quanto accaduto durante quell’incontro, il 17 gennaio: «Nel colloquio, durato 30 minuti, sono stati illustrati i motivi per cui reca offesa un monumento al fondatore del fascismo massese, e mandante dei delitti compiuti a Massa, nella Provincia, e anche nell’incursione a Sarzana dove, negli scontri, hanno trovato la morte anche alcuni fascisti massesi. Gli ricordiamo che è stato podestà della città e ha scritto molto, esaltandole, sulle leggi razziali. Recherebbe un oltraggio alla città. Reca offesa alla popolazione, tutta, decorata di medaglia d'oro al valor militare e al merito civile per l'eroico comportamento della sua popolazione durante l'occupazione nazi-fascista e vittima di terribili eccidi compiuti nelle frazioni e nelle strade, prima e dopo l’evacuazione imposta dalle truppe tedesche. Il sindaco che sembrava documentato molto bene sul “poeta” (aveva sul tavolo diversi libri) ci ha invitato a smettere di parlare del passato – dice Bigini - ma pensare al futuro. Abbiamo creduto di capire che secondo il sindaco il futuro, forse, sarà cancellazione della memoria, con relative collocazioni di lapidi fasciste. Siamo usciti. Pioveva. I cappelli di cui eravamo forniti, ci hanno permesso di non bagnare le nostre idee». Idee che difende anche Minuto: «Dopo la guerra ai fascisti fu concesso come da accordo il perdono generale. Ma Bellugi non rappresenta la democrazia. E poi non sono un letterato, ma leggendo i suoi scritti devo dire che non usa niente di più che uno po' di spiritosetto. Questo omuncolo è stato fascista. Lo hanno giudicato male anche questore e prefetto in passato. Confermo il mio impegno a far rimuovere nome della strada a mio fratello e targa alla stazione se venisse realizzato il monolite. E invito la città a fare la stessa cosa». —

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