La manifestazione
Sospensiva accolta per cava di Sponda
CARRARA. Sospensiva accolta. Anche cava di Sponda (detta La Madonna), una di quelle finite nelle maglie dei controlli relativi all’articolo 58 bis e quindi bloccate per gli sconfinamenti sui piani di coltivazione, potrà riprendere a lavorare. Già da oggi, condizioni meteo permettendo.
Un altro responso positivo dal Tar che ha accolto la sospensiva (Cava di sponda era rappresentata dall’avvocato Ferdinando Genovesi) che va ad aggiungersi a quelle che hanno permesso di poter riprendere a lavorare alle due cave della cooperativa Canalgrande e a Lorano Secondo. Accolta quindi (parzialmente) e con effetto immediato la sospensiva dal Tar sui ricorsi presentati dalla cava di Sponda. Proprio come era successo per la coop Canalgrande e per l’azienda di Bardini e Giorgi: si è tornati a lavorare nelle rispettive cave, fatta eccezione per le aree in cui sono stati contestati gli “sforamenti” rispetto al piano autorizzato di coltivazione.
Le cave colpite dal provvedimento di sospensione temporanea avevano visto inibire la lavorazione in tutta l’area di coltivazione. E, stando ai dettami dell’amministrazione avrebbero dovuto presentare il piano per la messa in sicurezza e solo dopo l’approvazione poter procedere, di nuovo, all’escavazione.
Ma gran parte delle aziende fermate (e un’altra trentina sono già partite sotto l’egida della Confindustria in vista dei prossimi controlli sui piani) si erano rivolte al Tar affinché si esprimesse sul provvedimento. Fin’ora si è tratto di pronunce in merito alla sospensiva, nel merito si entrerà, infatti, solo il prossimo aprile.
Ma intanto da oggi anche cava di Sponda potrà riprendere il lavoro, tranne naturalmente nella zona interdetta. –
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