Il dolore
Il sindacato si oppone e lo sfratto è rinviato, ma a Massa rimane l'emergenza
Il sindacato di base (Usb) in piazza a difesa della famiglia “morosa ma incolpevole”. Incontro con l’amministrazione per affrontare il nodo dei contributi all’affitto
MASSA. Sfratto rimandato e un tavolo, in programma martedì prossimo, per affrontare in maniera complessiva il problema dell’emergenza abitativa. Finisce così la mattinata di mobilitazione organizzata dall’Unione sindacale di base per scongiurare lo sfratto di una famiglia che si trova in una situazione di “morosità incolpevole” (cioè non paga l’affitto perchè non riesce a trovare i soldi, non per “furbizia”).
Una mobilitazione con cui gli esponenti del sindacato autonomo, intendono riaccendere i riflettori sul disagio abitativo che vivono molte famiglie del territorio.. Nei giorni scorsi i militanti dell’Usb, una ventina, avevano inscenato una manifestazione nell’aula del consiglio comunale per chiedere all'amministrazione di concedere tempo a quelle persone che si trovano nella condizione di morosità incolpevole prima di cacciarle di casa. Una condizione per la quale la Regione Toscana prevede un fondo in sostegno da cui attingere. In assenza del bilancio di previsione del 2019, però, qui a Massa quel fondo al momento è inaccessibile. E «a quanto pare il nostro comune è l'unico in Toscana in cui il bando per la sua assegnazione non viene aperto all'inizio dell'anno, ma a giugno», spiegano dall'Usb. Una combinazione che ieri mattina per una famiglia massese ha significato l’arrivo degli ufficiali giudiziari.
Ieri mattina i militanti dell’Usb hanno fatto un presidio davanti all’abitazione sotto sfratto. «La casa è un bisogno primario e un diritto che oggi non viene garantito a causa della cronica mancanza di alloggi popolari – scrive l’Usb - ovvio risultato di anni di politiche scellerate e miopi portate avanti da politici di opposte fazioni, uniti, ieri come oggi, dalla scelta di sperperare fondi in soluzioni emergenziali invece di investire per costruire o recuperare il patrimonio pubblico. Questa mattina (ieri per chi legge, ndc) abbiamo ottenuto dall'ufficiale giudiziario una proroga all'esecuzione dello sfratto. Una vittoria parziale, perché tra qualche mese, senza soluzioni all'orizzonte saremo nella stessa situazione». Persone solidali con la famiglia massese sono arrivate anche da Viareggio e da Livorno. Lo sfratto è stato rimandato senza che si verificassero momenti di tensione. E dall'abitazione il gruppo di solidali, con il sostegno del sindacato, si è recato a palazzo civico.
L’amministrazione comunale si è resa disponibile a incontrare una delegazione; il sindaco Francesco Persiani e l’assessora al sociale Amelia Zanti hanno parlato con gli esponenti dell’Usb e hanno concordato di fissare per il 29 un nuovo appuntamento per affrontare la vicenda. Il sindacato si prepara a quell'incontro: «A breve queste persone dovranno probabilmente lasciare la casa perché questa amministrazione non è ancora in grado di rendere accessibili i fondi regionali specifici, cosa su cui stiamo valutando di procedere anche legalmente per inadempienza. È necessaria una soluzione generalizzata perché non è possibile gestire caso per caso un problema strutturale. Ci aspettiamo dal sindaco, che non può più dire di non sapere, la data di inizio della discussione sul bilancio, primo insormontabile scalino per chi voglia accedere a qualunque tipo di fondo. Allo stesso tempo la nostra richiesta è chiara: bloccare tutti gli sfratti per morosità incolpevole fino alla messa a disposizione dei fondi». —
Camilla Palagi
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