Gioco
Furbetti del cartellino, aperto un nuovo fascicolo per far luce sui controllori
Secondo la procura se qualcuno usciva senza avere problemi allora sono mancati i controlli. E parte un nuovo filone
MASSA. La Procura ne è convinta: qualcuno dagli uffici regionali del Genio civile e da quelli di Palazzo ducale usciva senza strisciare il badge. E se riusciva a farlo - è la premessa della Procura - non è escluso che a mancare fosse una rete di controlli a maglie strette.
Una ipotesi, questa, su cui sta indagando gli inquirenti per verificare se possano delinearsi ulteriori profili di responsabilità.
Un secondo fascicolo, quindi, che si affianca a quello sulle presunte assenze dal lavoro di alcuni dipendenti pubblici: sono 70 complessivamente le persone iscritte nel registro degli indagati. Per 29 di loro a settembre sono scattate le misure cautelari (poi revocate), per gli altri 41 il pubblico ministero non ha invece ravvisato il pericolo di reiterazione del reato e le misure non le ha chieste.
Quei 41 indagati sono stati informati dell’inchiesta in corso quando è stata loro notificata la richiesta di proroga delle indagini. Proroga che adesso sta per scadere. Siccome, però, gli inquirenti vogliono fare ulteriori accertamenti sul fronte dei controlli e hanno bisogno di tempo, è stato aperto un secondo fascicolo, sempre affidato alla sostituto procuratore Roberta Moramarco. Ad oggi non risulta che per quel secondo filone di inchiesta, legato a doppio filo al primo, siano state fatte iscrizioni nel registro degli indagati.
In questa fase quindi, la Procura procede contro ignoti: sta verificando se possano ravvisarsi profili di responsabilità per altre persone oltre le 70 già iscritte nel registro, sta accertando se e chi avrebbe dovuto controllare il rispetto degli orari di lavoro, le entrate e le uscite dei dipendenti. In particolare sarà necessario ricostruire “la filiera” dei controlli, tenendo presente che le procedure previste negli uffici regionali, dove il referenti sono in altra sede, sono ben diverse da quelle in vigore, invece, in Provincia. Si tratterà quindi di capire se qualcuno avesse il compito di controllare, eventualmente in che modo e se, oltre al controllo, a quel “qualcuno” competesse anche la segnalazione in caso di irregolarità.
Una seconda inchiesta, una costola della prima, che vede gli inquirenti ancora impegnati per valutare se esistano o meno profili di responsabilità in merito all’omesso controllo. —
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