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Caffè Tirreno 

«Dal marmo poche ricadute in città e gli imprenditori spendono al Forte»

Alessandra Vivoli
«Dal marmo poche ricadute in città e gli imprenditori spendono al Forte»

I giornalisti del Tirreno incontrano i lettori. Le vostre voci: «A Carrara manca la collaborazione, ognuno pensa per sè»

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Carrara non sembra proprio una città per giovani: pochi locali aperti la sera dopo cena, nessun centro di aggregazione e nessun autobus per andare a Marina.

Sono tutti d’accordo, però, a definirla una città immobile: «dove è difficile anche muovere delle critiche perché dalla nuova amministrazione non è stato fatto niente». Resta l’ottimismo e la voglia di fare e di proporre: «perché di città belle come la nostra ce ne sono davvero poche». Questo è quello che emerge dal primo Caffè Tirreno, quello che si è tenuto ieri mattina in via Roma, al Caffè Crema e che ha visto tantissima partecipazione e curiosità. Noi, giornalisti del Tirreno, in mezzo a voi: per raccogliere problemi, emergenze, ma anche suggerimenti per la città di Carrara ma presto anche per tutto il territorio visto che si sposteremo da Bonascola a Avenza e a Marina.

Ma, intanto, è proprio il caso di dire “buona la prima” perché il dialogo con voi lettori e cittadini è cominciato e nel migliore del modi.

«A Carrara non c’è collaborazione – dice Stella Volpi– la nostra città è un piccolo paese dove tutti pensano a se stessi». Un rilievo sul “carattere” della città. E poi tanti appunti su come migliorarla.

«Carrara? Andrebbe tutta rifatta – sottolinea Ennio Biggi – Il centro storico purtroppo è abbandonato e a mio parere potrebbe e dovrebbe essere rianimato con tante attività legate al marmo. Bisognerebbe trovare, tutti insieme, il modo di rivitalizzare una città che è sempre più spopolata». E sul fatto che Carrara, soprattutto la sera (orario dopo cena) sia una città spopolata e “morta” concordano i ragazzi giovani, e giovanissimi che hanno detto la loro a Caffè Tirreno.

«L’altra sera alle nove e mezzo non c’era nessuno, i locali che restano aperti sono pochi – dice Carlotta Bordigoni 19 enne che arriva al Caffè Crema insieme all’amica Jennifer Brizzi – È difficile trovare qualcosa da fare e andare a Marina, se non hai il mezzo è impossibile perché non c’è il sevrizio bus. Ancora più impensabile andare al cinema, a meno che non hai un passaggio». Dalla mancanza di attrattive alla gestione del lapideo: al Caffè Tirreno si è parlato anche di questo.

«Per chi come me è molto sensibile ai temi dell’ambiente credo che una gestione diversa dell’escavazione sia il primo suggerimento da dare per il futuro della città – dice Michele Ravenna – Ad oggi sembra aver prevalso la logica dle “si toglie ma non si ridistribuisce” e la città paga proprio questo: non ci sono teatri, c’è una piscina che ogni due o tre anni va a pezzi, ci sono campi sportivi a posto, grazie alla vecchia amministrazione, per quel che riguarda il calcio, ma gli altri sport sono rimasti al paolo. Il fatto è che le ricadute del marmo non si fermano in città: gli industriali del settore vanno a spendere a Forte dei Marmi». «Sarebbe bello – aggiunge - riconvertire il territorio al turismo, di mare e di montagna».

Della situazione di Carrara ha parlato a Caffè Tirreno anche l’ex capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Lanmarco Laquidara. «Quello che non va a Carrara è l’immobilismo, proprio quell’immobilismo che era ampiamente prevedibile. Il tanto sbandierato rinnovamento urlato e di facciata si è rivelato un finto cambiamento – dice – Lo “speriamo che” è stato deluso: non è successo nulla. L’esempio dello stadio dei Marmi è esplicativo: è stato fatto in tre giorni dalla Carrarese quello che l’amministrazione aveva lasciato in sospeso per tre mesi». Una città immobile e vuota anche secondo Patti Matilde Nicoli. «Carrara l’hanno svuotata volutamente – dice – E l’incuria è in mezzo a noi, in via Santa Maria, negli arredi di marmo bucati, nelle strade piene di buchi, negli alberi che non devono essere tagliati ma semmai piantati di nuovo e tenuti bene». –

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