Il Tirreno

Dopo gli arresti ai poggi 

Stefano Alberti (Pd) e la città che cambia: un consiglio comunale con il procuratore

Chiara Sillicani
Stefano Alberti (Pd) e la città che cambia: un consiglio comunale con il procuratore

E propone che la seduta sia aperta. Sui Poggi: disegno urbanistico disorganico e nessun investimento sui servizi.

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massa. Se c’è una città che cambia, se le inchieste disegnano una Massa diversa da quella che abbiamo conosciuto, se il Procuratore parla di atteggiamento mafioso e di atti intimidatori, beh Stefano Alberti, consigliere comunale in quota Pd, è certo che la politica non possa - e non debba - nascondersi dietro un dito e che quei temi li debba affrontare tutti. E non nelle segrete stanze. Ma di fonte ai suoi elettori e ai cittadini. Ecco, quindi, la proposta di un consiglio comunale aperto. Proposta che Alberti rivolge direttamente al sindaco Persiani. Un consiglio aperto alla città e in cui a fare il punto sia niente meno che il procuratore capo della Repubblica: «Se ci sono fatti rilevanti, quei fatti - spiega il consigliere - vanno analizzati e valutati». In consiglio, con la partecipazione dei massesi. Di tutti. Un consiglio che sia quindi assunzione di impegno da parte della politica e dell’amministrazione, ma anche tentativo di ricucire un tessuto sociale.

Stefano Alberti da anni vive a due passi dai Poggi, e lì ha cominciato a far politica: quel pezzo di città - sottolinea - non lo ha mai lasciato. E quando guarda ai Poggi e ai recenti arresti, vede un quartiere in cui, «dopo l’ultima edificazione negli anni ’75-’80, i servizi non sono mai arrivati. Un quartiere in cui manca completamente un disegno urbanistico organico». E l’assenza di quel disegno, secondo il consigliere, si manifesta nella mancata previsione di una piazza, luogo fisico e simbolo dell’incontro e del confronto: «Ci sono spiazzi, ma non piazze». Gli slarghi dove i palazzi finiscono e nulla di più. La previsione di un luogo per l’incontro non c’è mai stata: «I parchi - rincara Alberti - sono relitti, ricavati tra il cemento. Eppure nella zona dei Poggi e delle Villette ci sono risorse e potenziale umano che andrebbero messi nelle condizioni di essere valorizzati al meglio». Associazioni sportive in primis: «La Poggioletto Calcio - Alberti si affida alla concretezza dell’esempio - non ha uno spazio e si allena in un impianto privato. L’associazione della pallavolo riunisce 70 bambini, tutti del quartiere, ma non ha una palestra. Sono queste situazioni - il consigliere scatta una foto - a fare venire meno il tessuto aggregativo. È invece indispensabile ripartire dali rapporti tra le persone. Dalle associazioni, dalle parrocchie».

Perché l’assenza di servizi - e la conseguente assenza di relazioni - fanno dei Poggi «un quartiere dormitorio», un luogo in cui vai perché lì hai casa, lì mangi e dormi, ma in cui non hai creato una rete di amicizie, rapporti, confidenze. Quei rapporti li ha alimentati per anni il lavoro quando sono sorte le prime case, realizzate dai colossi della grande industria. Nella «seconda edificazione, quella in cui a costruire è stato il pubblico, i servizi sono completamente mancati».

Stefano Alberti a deresponsabilizzarsi non ci sta e se il quartiere dei Poggi soffre per la mancanza di servizi, lui chiama a riflettere anche la sinistra: «La politica, anche quella della mia parte, ha speso poco su questo fronte, avrebbe dovuto impegnarsi di più». Anche se Alberti alla sinistra riconosce un merito, quello di aver concepito il bando delle periferie. A mettere i soldi sul tavolo, per la riqualificazione dei quartieri, è stato il governo Renzi e l’amministrazione Volpi quell’occasione l’ha presa al volo con tanto di progetti per Poggi, Villette e la zona di Rinchiostra, viale Roma: «È vergognoso che questo governo abbia interrotto quel circolo virtuoso che avrebbe garantito risposte ai Poggi. Ci saranno soldi per realizzare il nuovo palazzo di via Pisacane, ma che ne sarà di tutti gli altri progetti?». Progetti che - Alberti ne è certo - avrebbero dato respiro ad un intero quartiere. —Chiara Sillicani

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