Italia
Il segretario Pd Manenti: ha prevalso l’unità sul nome di Martina
CARRARA. Mentre dalle cronache nazionali rimbalza un testa a testa tra Zingaretti e Martina, con il primo in vantaggio, i circoli Pd apuani, in vista delle primarie del 3 marzo, scelgono Maurizio Martina.
Il 57,6 per cento dei 1200 iscritti al Partito Democratico che hanno preso parte al voto virano verso l'ultimo segretario del partito. Il 24,6 per cento dei voti va al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Segue Roberto Giacchetti al 16,6 per cento.
Sono loro i tre più votati e sono questi i risultati che arrivano dai circoli del Pd della provincia di Massa Carrara in vista delle primarie e dopo il congresso.
Trentasei i circoli che hanno già votato; oggi arriveranno anche i voti del circolo di Mulazzo; domani ecco i due circoli nel carrarese di Fossola-Perticata e Bonascola. Ultimo, in ordine cronologico, a essere arrivato (e già conteggiato) quello di Villafranca in Lunigiana.
«Unità» è il concetto su cui insistono dalla segreteria provinciale in casa Pd ed unità arriva dal congresso in vista delle primarie. La geografia politica nella provincia di Massa Carrara restituisce un quadro omogeneo da Massa alla Lunigiana, passando per Carrara. «Sì, è un quadro tendenzialmente omogeneo, ci sono alcuni circoli su cui ha prevalso Zingaretti, ma il voto per Martina è distribuito su tutto il territorio in maniera omogenea», fa notare il segretario provinciale Enzo Manenti. «Mancano ancora circoli importanti (come Bonascola, Fossola e Mulazzo), ma la tendenza è questa. Hanno votato 1200 iscritti ad oggi (ieri, ndc), un numero destinato a superare, con i circoli mancanti, il 50 per cento degli aventi diritto ed è uno dei migliori dati a livello regionale», sottolinea il segretario che poi lascia partire qualche stoccata verso il Movimento Cinque Stelle. «Sono segnali importanti, pochissimi partecipanti alla politica attuale attuano un percorso del genere per scegliere i rappresentanti – ribadisce –. Noi lo facciamo con una programmazione precisa, in modo trasparente e alla fine i tre più votati, il 3 marzo, potranno essere votati anche dai simpatizzanti, non solo dagli iscritti al partito. L'espressione molto democratica del partito si vede da questo percorso. Non i click, come qualcuno, ma un voto classico. Il 3 di marzo inoltre si votano i mille dell'assemblea a livello nazionale, la struttura del partito, di cui 3-4 candidati provinciali».
Dopodiché Manenti passa all'analisi del voto. «Martina si attesta sul 57,6 per cento, seguito da Zingaretti al 24,6 per cento e Giacchetti al 16,6 per cento. È un dato chiaro ed emerso per la politica di tenere unito il più possibile il partito».
E allora dal Pd in vista delle amministrative e delle europee si rilancia con unità, lavoro e ambiente, tra gli altri punti programmatici snocciolati. «I concetti sono questi – spiega infine Manenti –: mondo del lavoro, con i finanziamenti all'industria 4.0 che però sono stati bloccati dall'attuale Governo, ma quella rimane la strada. L'ambiente – evitare il dissesto idrogeologico –, viabilità, trasporti e servizi sul territorio alle persone, partendo dalle politiche Asl da portare avanti con la Regione. Il cambio di passo? Ritrovare la fiducia delle persone», conclude. Prima la parola ai circoli, alle discussioni tra gli iscritti. Tutto questo per far uscire una rosa di tre nomi da sottoporre al voto degli iscritti, certamente, ma anche a quello dei simpatizzanti che potranno scegliere, il 3 marzo prossimo, il nuovo segretario Pd. —L.B.
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