Sicurezza
Code di ore al Cup assalto agli sportelli per il cambio medico Protestano gli utenti
Il gruppo di opposizione Idee in Comune accusa l’Asl: quella struttura è sotto dimensionata per la Lunigiana
AULLA. Da qualche giorno fare ingresso nella Casa della Salute di Aulla, da tutti conosciuta come il poliambulatorio, significa trovarsi di fronte un vero e proprio muro umano, visto che gli sportelli del Cup il centro di prenotazione unico dove si prenotano visite ed esami, sono letteralmente presi d'assalto e c'è gente che ha fatto anche tre ore di coda prima che arrivasse il proprio turno.
Bisogna anche dire, però, che il fatto che il dottor Nino Giudicelli sia andato in pensione pochi giorni fa, contribuisce all'intasamento di persone che affollano l'androne e attendono di potere scegliere il proprio nuovo medico di famiglia agli sportelli del Cup. Perché, ed è bene ricordarlo, il conosciutissimo dottor Giudicelli rientrava nella categoria dei medici di famiglia cosiddetti "massimalisti", quindi con 1.500 assistiti. Rimane il fatto che chi è costretto in coda in questi giorni alla Casa della Salute si lamenta e le proteste non mancano, amplificate dai social network.
Sulla questione intervengono i tre consiglieri comunali di minoranza di "Idee in Comune", Maria Grazia Lombardi, Monja Brunelli e Filippo Coppelli, che parlano di una situazione del CUP di Aulla al collasso, «nella totale indifferenza e con giustificazioni ridicole, per non dire offensive. Forse le manovre politiche delle prossime elezioni confondono - proseguono i tre - o rendono meno sensibili molti primi cittadini nei confronti dei problemi quotidiani della gente. Uno per vicinanza, uno per ruolo, dovrebbero tenere gli occhi bene aperti rispetto alle code interminabili delle ultime settimane, anche perché il palazzo comunale non è poi così distante dalla sede del Cup; considerato che, all'interno di tale sede, il primo cittadino aullese ha conoscenze e rapporti privilegiati: l'ultima assunta è una sua ex collaboratrice».
Un interpello speciale è rivolto, poi, alla delegata alla salute del consiglio comunale, che è anche dipendente Asl: «Per piacere, "batta un colpo". Non si possono incolpare i dottori di essere andati in pensione, come pare, invece, che alte cariche abbiano fatto. C'è un contingente e ovvio via vai per cambiare medico: ci chiediamo e auspichiamo che possa essere messa in atto, da subito, una diversa modulazione dei dipendenti dello sportello per potenziare ed efficientare il servizio. Non bastasse l'inadeguatezza di una struttura sotto dimensionata per l'utenza della bassa Lunigiana, ora paiono interferire meri e freddi, per non dire "squallidi", criteri economici. Ma, a dispetto della macchina che eroga i numeri per le interminabili code, i poveri dipendenti di cooperativa chiudono gli sportelli ad orari precisi; nulla da dire se è vero che non gli vengono riconosciuti gli straordinari. E quindi, dopo aver atteso 3 ore da San Caprasio fin sotto alle scale del poliambulatorio, può succedere che il numerino te lo devi rimettere in tasca e tornare il giorno dopo», denunciano aggiungono Lombardi, Brunelli e Coppelli, che chiedono «la presa in carico della situazione ai vertici Asl e SdS Lunigiana, un incremento degli sportelli fino a febbraio e una mano sulla coscienza per gli avventori del poliambulatorio, stoici ed eroici frequentatori che, credendo di andare nei ritagli di tempo e tornare al lavoro, passano in piedi attese lunghissime». —
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