Il Tirreno

il caso parco dei conigli 

Taglio abusivo di alberi, i cittadini protestano: tolto un polmone verde

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massa. «Ci hanno rubato il verde» I cittadini aderenti al Gruppo di Vicinato Lungofrigido fanno sentire la loro voce a proposito del taglio degli alberi al parco dei Coniglie e all’intervento della procura che ha messo sotto sequestro l’area.

«Non più di un anno e mezzo fa – dice Primo Gandolfi, portavoce del gruppo –denunciavamo, preoccupati, la fine che avrebbe potuto fare il Parco dei Conigli: la risoluzione del contratto di affitto tra i proprietari e l’associazione che deteneva il parco, rischiava di trasformare il parco in un angolo di bosco abbandonato, o peggio, attrarre l’interesse di speculazioni, se non si fossero attivate tutte le forze necessarie per qualificare l’area e garantire un esito diverso dalla chiusura definitiva del parco».

Per “salvare” il parco il gruppo di vicinato organizzò una marcia e una raccolta firme a cui aderirono in tanti, anche fra i turisti. Ma la mobilitazione non ha avuto gli effetti sperati e in questi due anni dalla chiusura, i cittadini lamentavano il proliferare di colonie di ratti, e l’oscurità a cui era destinata, nell’inverno e nelle ore notturne, il tratto di strada vicino al parco.

«Recentemente – dice ancora Gandolfi – il Comune avrebbe emanato una ordinanza con la quale si ordinava la demolizione di diversi pini, e la rimozione di quelli già caduti, al fine di mettere in sicurezza la zona. L’intervento traeva sicuramente origine dalle segnalazioni pervenute dai cittadini molte anche a questo gruppo di vicinato ). Ma sembra che l’intervento sia andato oltre al consentito, trasformando radicalmente la morfologia del territorio, senza possibilità di un immediato ripristino».

Da qui la amara considerazione dei cittadini del Lungofrigido: «Ad oggi abbiamo perso la possibilità di avere un polmone verde che fungesse da attrazione turistica, lasciando il posto ad un cartello di “sequestro preventivo” disposto dalla magistratura. Secondo il Gruppo di Vicinato Lungofrigido, Marina di Massa ha bisogno di investire nel verde pubblico, tutelando salute e ambiente. I recenti sequestri dimostrano, se non addirittura “ratificano”, che siamo ancora lontani dal farlo». —



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