Il Tirreno

la vertenza 

Sì dei commissari al passaggio di Sanac ad Arcelor Mittal

Sì dei commissari al passaggio di Sanac ad Arcelor Mittal

Cosimo Ferri: «Una buona notizia, si aprono prospettive di potenziamento e crescita dello stabilimento di Massa e di tutela dell’occupazione» 

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MASSA. La Sanac di Massa (e con essa gli altri stabilimenti del gruppo) verso Arcelor Mittal. I commissari che gestiscono l’amministrazione straordinaria dell’azienda hanno presentato l’istanza di aggiudicazione dei complessi industriali della San al ministero per lo Sviluppo Economico per Arcelor Mittal e che sono in attesa del parere del Comitato di sorveglianza. «È un fatto estremamente positivo perché dimostra che l’offerta e il piano industriale di Mittal sono stati ritenuti idonei dai commissari», commenta Cosimo Maria Ferri, componente della commissione giustizia della Camera che segue da tempo la “vertenza” di Sanac .

L’azienda massese che produce refrattari e che era di proprietà del gruppo Ilva finirà dunque nella proprietà del gruppo franco-indiano che ha acquisito la stessa Ilva di Taranto. Come auspicavano lavoratori e sindacati.

La Sanac viene considerata un’attività con grandi potenzialità e il suo insediamento produttivo ha ampi margini di sviluppo anche per la sua collocazione geografica strategica. Lo dimostrano gli investimenti fatti in questi anni, quali la presenza di sette isole robotiche con robot a sei assi, soluzioni non comuni tra gli stabilimenti di refrattari europei, tra cui una linea di dosatura impasti e un impianto di impregnazione automatizzato.

«L’azienda – dice ancora Ferri – rappresenta un ottimo investimento per il potenziale che possiede. Per queste ragioni, l’interesse di Arcelor Mittal deve essere salutato con ottimismo. Mittal, infatti, oltre ad essere “l’acquirente” di Ilva è il principale cliente di Sanac per oltre il 60% della produzione». Secondo il deputato, con questa acquisizione si aprono occasioni di crescita, di investimento nella produzione e nuove aree di mercato, «avendo Mittal tutto l’interesse a potenziare la sede apuana, punto nevralgico per la sua produzione industriale. Seguo da vicino la vicenda – aggiunge – e ho stimolato il Governo, con una interrogazione parlamentare, a mantenere alta l’attenzione seguendo l’esempio dei precedenti esecutivi. La priorità deve essere la tutela dell’occupazione, nell’ottica di un progetto industriale di lungo periodo. —



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