Sicurezza
Rifondazione: Persiani parla di telecamere e non di riqualificare
È più facile narrare l'esistenza di un problema grande, diffuso, senza analisi e riflessione. Per questo abbiamo apprezzato l'intervento del giornalista de Il Tirreno che, fuori dagli stereotipi e da ogni racconto semplificatore, è andato a “sporcarsi le mani” sul luogo e ha fatto parlare le persone che tutti i giorni sono in quelle strade. Lo spaccato che viene fuori è ben diverso da quello che in questi giorni viene “vomitato” sull'opinione pubblica. Le dichiarazioni degli abitanti dei quartieri Villette e Poggi ci trovano concordi: l'abbandono delle periferie sta in quelle poche righe, tutte le periferie, nessuna esclusa. Anche noi riteniamo che la vivibilità di un luogo parta dall'esistenza dei servizi essenziali, dai luoghi di socialità che ogni quartiere deve avere, per sconfiggere la solitudine a cui invece si condannano da anni molte parti della città. Per questo ci sconcertano e rattristano le parole di Persiani che ribadisce la necessità di “telecamere” e “controlli” per risolvere il problema “periferie”.
Eppure gli ultimi fatti pare siano avvenuti alla luce del sole, sotto gli occhi di tutti, perpetrati da persone già sotto il controllo delle forze dell'ordine. È evidente la difficoltà dell'amministrazione a trazione leghista che deve fare i conti con il proprio governo che per il quartiere dei Poggi ha tolto le risorse per una riqualificazione. Siamo di fronte ad un’amministrazione che continua a concentrare risorse nel centro città e nel centro di Marina, mentre la montagna è abbandonata, le piazze periferiche abbandonate, le azioni sociali dei quartieri inesistenti. E quando la politica si fa piccola piccola per rispondere a logiche corporative, lasciando un territorio abbandonato a sè e ai meccanismi dei grandi poteri, non le resta che appellarsi all'ordine pubblico, alla sicurezza, al controllo generalizzato, dimenticando le persone, le loro vite e le loro relazioni.
Rifondazione comunista
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