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Al Cup mammografia “non più in agenda” Allarme Cisl: «In lista solo le urgenze»

Mammografia
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Non calano le liste d’attesa: visita cardiologica a maggio, ginecologica a luglio, reumatologica a settembre 2019

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MASSA. Spunta una nuova dicitura tra le prenotazioni del Cup: per alcune visite non si parla più di liste di attesa chilometriche, anche a 400 giorni, ma si parla di esami “non in agenda”. Significa che «a Massa Carrara non c’è la disponibilità ad eseguirli – conferma Enrico Raggi, dirigente del Cup – Ma le motivazioni – specifica– possono essere svariate e i casi vanno analizzati uno ad uno».

Allora proviamo, in diretta con lo stesso Raggi, a prenotare una mammografia bilaterale, per una donna di 38 anni, sana, che avendo casi di tumore al seno in famiglia vorrebbe farsi visitare. Inseriamo il codice fiscale e il Cup elabora la risposta: a Massa Carrara non è in agenda, non è possibile nessuna prenotazione. Il Cup ci dirotta all’istituto privato Martini di Lucca, il 14 febbraio, o alla cittadella della salute di Lucca, Campo di Marte, a maggio 2020. Il problema della mammografia “non prenotabile” arriva anche alle orecchie della Cisl di Massa Carrara: «Giovani donne, ex pazienti oncologiche e tante anziane – dice Andrea Figaia segretario per l’intera area vasta – si sono rivolte a noi perché questo esame non è disponibile. E questo non è accettabile». I casi descritti dalla Cisl riguardano una donna di 60 anni, guarita da un cancro, senza un seno, uscita dal programma di controllo previsto dalla sanità perché appunto giudicata “sana”: la donna vorrebbe farsi controllare l’altro seno, una volta l’anno per prevenire la malattia, ma non può farlo, perché rientra nello screening previsto dalla Asl, a chiamata ogni due anni, per le donne dai 45 ai 75 anni e dovrà aspettare quell’appuntamento. Anche una anziana sopra gli 80 anni, che manifesta problemi ad un seno, non rientra nei casi “prenotabili”, per questioni, appunto, di età.


«Quanto descritto è in parte vero e in parte no – spiega però Enrico Raggi – La mammografia è un esame che espone a radiazioni e che, quindi, se non necessario può risultare anche non indicata, o addirittura pericolosa. La Regione Toscana ha imposto da tempo che smaltissimo soltanto le urgenze, perché per la prevenzione ci sono numerosi altri percorsi: in primis lo screening. Le donne dai 45 ai 50 anni vengono chiamate per la mammografia una volta l’anno e quelle dai 50 ai 75 ogni due anni. Le giovani donne possono chiedere una visita senologica specifica, e per le ex malate oncologiche ci sono seri percorsi alternativi e attivi. Dunque al Cup prenotiamo le visite accompagnate dal sospetto diagnostico, classificate come urgenze. Queste visite vengono smaltite in tre, o massimo sette giorni».


I dati della Cisl sono allarmanti anche per altre visite: non soltanto la mammografia è fuori agenda, ma anche la visita endocrinologica, che viene dirottata dal Cup a Lucca o Pisa. «In questo caso però devo smentire – risponde il direttore Raggi– Dipenderà dal tipo di esame specifico, perché il sistema lo dà disponibile».
Un cittadino che ha avuto seri problemi con il cibo ha provato i primi di gennaio a prenotare una visita allergologica e l’appuntamento gli è stato dato a maggio 2019.

«Ovviamente non sapendo cosa può, o non può mangiare – commenta Figaia della Cisl – si è rivolto a pagamento». La visita ginecologica è disponibile a luglio, sei mesi che nessuna donna può attendere, quando ha necessità di un controllo di questo genere. L’appuntamento per la visita reumatologica è a settembre 2019 (otto mesi), quella cardiologica con Ecg da sforzo a maggio. C’è il caso di una anziana, che vive in famiglia e che necessita di una visita uro- ginecologica, perché all’improvviso ha iniziato ad avere delle perdite di urina, fastidiose, spiacevoli, mortificanti, problematiche anche per chi gli stava intorno. Il caso viene ancora una volta descritto dalla Cisl. Il Cup prenota la visita a settembre 2019, oppure dirotta a Lucca entro una settimana: «È ovvio che nessuna famiglia avrebbe aspettato otto mesi – commenta Figaia– Perché c’è anche un aspetto sociale. C’è di mezzo la dignità delle persone, non soltanto la loro salute. Ed ecco che i cittadini fanno riferimento sempre di più alla sanità privata. Ma questa non è la sanità che ci aspettiamo» —

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