Sicurezza
«Mentre picchiavano Bertagna ero all’hospice con mia madre»
massa. «Non ho fatto nulla. Mentre picchiavano Bertagna ero con mia madre che stava morendo».
Pablo Ricci,42 anni, si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del gip di Firenze, ma ha deciso di esporre, molto brevemente, la sua verità dei fatti. L’uomo, agli arresti con l’accusa di evasione e lesioni gravi, considerato uno dei leader della gang del quartiere dei Poggi, ha affrontato, ieri mattina, nel carcere di Firenze, il suo interrogatorio di garanzia. L’avvocato Alessandro Maneschi ha riferito qualche passaggio della breve dichiarazione spontanea: «Pablo Ricci ha negato davanti al giudice di aver preso parte sia all’episodio di settembre, che ha visto un giovane finire all’ospedale dopo un presunto pestaggio, sia a quello del 13 dicembre, quando Giancarlo Bertagna è stato picchiato in un parco, per poi morire qualche giorno dopo». «Il giorno in cui hanno picchiato un ragazzo ai Poggi, nel mese di settembre, io ero in casa – dice Ricci davanti al gip– Il 13 dicembre, invece, durante l’aggressione a Giancarlo Bertagna, ero alla Don Gnocchi (un centro dove si trova anche l’hospice per i malati terminali di tumore ndr), nella stanza con mia madre. Sono stato con lei tutta la sera, e poi sono tornato a casa». Maneschi ricorda che Pablo aveva l’obbligo di comunicare ai carabinieri gli spostamenti che gli venivano concessi solo per vedere la madre, le cui condizioni di salute erano molto gravi e quindi «risulteranno le telefonate in caserma, sia dell’andata alla Don Gnocchi, sia del ritorno a casa». L’interrogatorio di garanzia per Thomas Quadrella si terrà domani. Per Mattia Ricci, invece, non essendo stato raggiunto da un nuovo provvedimento di custodia cautelare, ma trattandosi dell’ aggravamento di una vecchia misura, l’interrogatorio di garanzia non è previsto. —
Manuela D’Angelo
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