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Matteo Mastrini: «Sono il sindaco delle piccole cose Ma sogno in grande»

Cristiano Borghini
Matteo Mastrini: «Sono il sindaco delle piccole cose Ma sogno in grande»

Il primo cittadino uscente fa il bilancio del suo mandato non ammette la ricandidatura ma lancia nuovi progetti

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TRESANA, La primavera del 2019 sarà una data cruciale per tutti quelle realtà comunali che si dovranno confrontare nelle elezioni amministrative. Saranno nove i Comuni lunigianesi che scenderanno nel vivo della bagarre elettorale, con l’aggiunta di Licciana Nardi, che dovrà rinnovare la giunta comunale a seguito della prematura scomparsa di Pierluigi Belli.

Tresana sarà proprio uno di questi, con l’attuale primo cittadino Matteo Mastrini che, sebbene non abbia ancora sciolta la riserva, trincerandosi dietro un diplomaticissimo “resto a disposizione della mia comunità e del partito”, avrebbe l’intenzione di puntare a vincere nuovamente il comune. Per Matteo Mastrini, 40 anni da compiere, questo è stato il primo mandato e attua un primo rendiconto di quella che è stata la sua esperienza.

«Non sapevo cosa aspettarmi all’indomani della vittoria, – racconta Mastrini – ma senza dubbio l’ho affrontata con grande curiosità ed entusiasmo. Ho dovuto comprendere come funzionasse la macchina comunale, chiedendo consiglio e aprendomi all’ascolto delle esigenze dei cittadini, facendomi carico dei loro problemi, lasciandomi coinvolgere da alcune situazioni che mi hanno profondamente toccato». Un’esperienza che Mastrini definisce totalizzante «che mi ha completamente assorbito, consentendomi di conoscere in maniera ancora più approfondita il territorio, comprendendo quali fossero le criticità e come si possa intervenire». In questi cinque anni Mastrini afferma come la stretta sinergia con gli uffici tecnici abbia consentito di trovare risorse esterne per raggiungere alcuni traguardi.

«Nel mio programma elettorale non avevo promesso grandi opere, sapevo che la situazione per i piccoli comuni è molto difficile, ma avevo la volontà di migliorare piccole cose, facendo quindi interventi strategici che potessero migliorare la vita dei miei concittadini. Ho così puntato sulle strade, sull’acquedotto e sulle scuole. Sicuramente la riqualificazione del borgo di Corneda, la prevenzione sul rischio sismico per quanto riguarda le scuole, l’insediamento di una nuova realtà in località Fola, assieme alle migliorie inserite per l’accesso al territorio comunale e l’abbattimento delle barriere architettoniche, sono stati obiettivi considerevoli».

Mastrini però nel suo cassetto ha ancora tanti sogni che vorrebbe vedere realizzati: «Uno su tutti un piano di riqualificazione, ne occorrerebbe uno trentennale, che possa aprire, ogni due o tre anni, un cantiere per riqualificare i nostri borghi, che rappresentano non solo la storia, e quindi il passato, ma anche il presente, potendo contrastare in questa maniera lo spopolamento, donando un maggiore richiamo turistico per Tresana. Occorre però che dal Governo e dalla Regione vengano messe a disposizione le risorse per contrastare l’esodo da queste terre». Ovvero, suggerisce Mastrini, «occorre una defiscalizzazione delle imprese sul territorio e una serie di incentivi che possa permettere lo sviluppo di politiche ambientali che guardino alla salvaguardia ed alla tutela del territorio, riuscendo anche ad agire sul piano paesaggistico, donando un ulteriore punto di forza alla Lunigiana. Senza queste due cose la Lunigiana non riuscirà ad essere una calamita per il turismo, ma soprattutto rischierà di perdere sempre più abitanti». —

Cristiano Borghini

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