Il Tirreno

LA COMMEMORAZIONE IN VIA GROPPINI 

«Ricordo le barelle e i morti dentro la chiesa»

Alessandra Poggi
«Ricordo le barelle e i morti dentro la chiesa»

La struggente memoria di Nando Sanguinetti dell’Anpi. Il suo appello ai giovani: non siate razzisti, esiste solo la razza umana

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«Delle mani amiche mi hanno allontanato dal luogo della tragedia, ma non ricordo di chi fossero». Queste le parole pronunciate da Giorgio Catelani, uno dei sopravvissuti al bombardamento di via Groppini, proprio durante la commemorazione della tragedia. Un tragico episodio di fuoco amico avvenuto il 18 gennaio del 1945, in cui persero la vita 56 persone, tra cui 14 bambini di età compresa tra i due mesi e i 10 anni. E ieri in occasione del 74esimo anniversario del bombardamento è stata deposta una corona d'alloro sotto la lapide in ricordo delle vittime. Presenti il sindaco Francesco de Pasquale in fascia tricolore, rappresentanti delle forze dell'ordine, i vertici Anpi; tra le varie associazioni anche Anmil, gli alpini sezione alpi Apuane, l'associazione famiglie caduti in guerra e naturalmente i gonfaloni del comune di Carrara e quello della provincia di Massa Carrara. Tra i presenti anche una delegazione di bambini della scuola Saffi, una di studenti della scuola media Carducci e una dell'istituto Zaccagna. Una cerimonia sobria, preceduta dal suono del silenzio, per ricordare le vittime di quel bombardamento, ricordate anche attraverso le parole di Giorgio Catelani che venne salvato assieme a sua sorella da "mani amiche". Questo il suo ricordo: «era una bellissima giornata di un 18 gennaio. La mia famiglia abitava al numero sette di via Groppini, dove c'era una grande fontana di ghisa. Verso le due del pomeriggio io e mia sorella stavamo bevendo, quando in cielo sono comparsi degli aerei lucenti. Noi incuriositi ci siamo bloccati a guardarli. Subito dopo qualcuno - prosegue - qualche mano amica di cui non ricordo il volto ci ha preso alle spalle e condotto al sicuro in un fondo vicino. Il tempo di entrare e fuori è scoppiato l'inferno. Quando siamo usciti siamo passati tra le macerie e siamo andati verso via Roma. La mamma ci corse incontro per portarci al sicuro, ma ormai la tragedia si era consumata». Il primo cittadino ha ricordato il tragico episodio rivolgendosi ai molti giovani presenti: «si studia la storia per capire cosa è successo - ha detto loro - e per capire cosa è successo a chi ha preceduto. La pace è un valore da difendere, oggi sta a noi, domani a voi». Ha ricordato questo episodio di fuoco amico anche dal presidente dell'Anpi Carrara, Nando Sanguinetti: «anche se ero piccolo - ha detto - ricordo bene questa giornata. Come ricordo bene il nome di una mia compagna di classe che si chiamava Claudia. Dopo quel giorno non è più venuta a scuola. Ricordo tante macerie e un via vai di barelle che portavano morti e feriti alla chiesa del Carmine». Quindi Sanguinetti ha concluso rivolgendosi ai ragazzi presenti con queste parole: «a voi che rappresentate il futuro, non siate razzisti. Esiste solo una razza, quella umana». —

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