Lutto
Rc: penalizzate le fasce deboli e non i signori del marmo
Il coordinatore di Rifondazione: una patrimoniale per tassare i redditi più alti Articolo Primo: la luna di miele con i Cinque Stelle per la città è già finita
CARRARA. Una patrimoniale per tassare i redditi più alti, invece di vessare il ceto medio: è questa la proposta avanzata dal coordinatore comunale di Rifondazione Piero Marchini.
la proposta di Rc
Per sopperire al milione e 700 mila euro in meno della tassa marmi, il Comune ha aumentato la tassa Irpef: chi guadagna più di 10mila euro annui pagherà lo 0,8 per cento, contro lo 0,64 fino all’anno scorso. Marchini si rivolge ai consiglieri di maggioranza e di opposizione.
«Non si rendano complici di questa manovra scellerata. I consiglieri pentastellati votino secondo coscienza. Se loro proprio non riescono per senso di appartenenza, allora siano i consiglieri di opposizione a presentare, cinque giorni prima del Consiglio comunale, un provvedimento per chiedere una patrimoniale. Potrebbe essere una soluzione alternativa per coprire i mancati introiti del lapideo: i più abbienti non ne soffriranno. Non è giusto che debbano essere sempre le fasce più deboli a soffrire».
Il coordinatore comunale di Rifondazione prosegue: «A livello nazionale, i pentastellati avevano accusato Berlusconi per le norme salva-ladri e varano nuovi condoni. Avevano bastonato Monti per il blocco dell'indicizzazione delle pensioni e a loro volta le bloccano di nuovo per tre anni tagliando gli assegni di 2,2 miliardi. Hanno bloccato i trasferimenti ai comuni ma tolgono il vincolo liberalizzando le tasse comunali: Irpef, Tasi, Tari, Imu e via discorrendo. Il sindaco Francesco De Pasquale, da bravo servo aumenta assieme alla sua giunta Irpef, asili nido, scuola della musica, università del tempo libero e via dicendo. Tutto ciò in barba ai tanto sbandierati principi di trasparenza: dopo l'abolizione dei Consigli dei cittadini, il nulla».
«Avevano promesso una tassazione del marmo più equa, con tracciabilità – prosegue Marchini – invece, per far quadrare il bilancio attingono alle tasche della parte più debole della società carrarese. E sì che in giunta siedono persone che sanno benissimo da che tasche potrebbero andare a prendere quei denari».
Articolo primo
«Carrara, di tasse si muore!» Comincia così la nota firmata da Luca Vinchesi, corrodinatore di Articolo Primo Carrara.
«Articolo Primo prende atto con stupore della decisione di aumentare l’addizionale Irpef da parte dell’amministrazione, che apre la stagione a probabili balzelli in altri settori come: asili, mense, scuolabus, che ricadranno sulle spalle delle classi sociali più in difficoltà, non bastavano le scelte folli del governo gialloverde e il mancato rinvio della fatturazione elettronica, che sta mettendo in ginocchio un settore intero con danni ingenti, di cui tra pochi mesi nessuno vorrà prendersi la responsabilità, a Carrara, città in piena crisi socio-economica, con un centro storico al collasso, si pensa bene di mettere le mani nel portafoglio dei cittadini solo perché l’amministrazione non è stata in grado di farsi pagare il dovuto nell’ambito del marmo».
E la nota procede entrando sempre più nel merito.
«Articolo Primo ritiene questa decisione assolutamente inaccettabile, non è possibile far ricadere sui carraresi gli errori ripetuti della giunta comunale, il Movimento Cinque Stelle - continua Vinchesi - si preoccupi di stanare i disonesti e chieda a questi di coprire il deficit delle casse comunali, il loro ripetuti slogan sull’onestà li conosciamo, quindi li mettano in pratica: difendano i contribuenti onesti e non li tassino ancor di più».
E ancora: «Ricordiamo bene una loro uscita pubblica risalente all’anno 2014 quando, attaccando l’amministrazione di allora, affermavano che i cittadini venivano usati come bancomat, oggi si rimangiano tutto e fanno altrettanto? La città sta prendendo atto che è ben diverso promettere da governare -continua nel suo intervento Vinchesi - sono stati necessari diciotto mesi ma crediamo che la luna di miele con il M5S sia arrivata al termine, il cambiamento auspicato non c’è stato».
«Ci saremmo aspettati maggior coraggio dal sindaco Francesco De Pasquale e dalla sua giunta - conclude il coordinatore di Articolo Primo - pensiamo anche alle tariffe di Gaia: era stata promessa una rivoluzione, con taglio delle bollette, ma non è stato fatto nulla e nel 2019 sono previsti ulteriori aumenti, chi amministra fino ad oggi si è limitato a fare il compitino, mentre Carrara ha bisogno di una vera svolta». —
I.R.
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