Il Tirreno

molti casi a massa 

In 20 manifestano in consiglio: «Vogliamo il blocco degli sfratti»

Camilla Palagi
In 20 manifestano in consiglio: «Vogliamo il blocco degli sfratti»

La manifestazione è stata organizzata giovedì dall’Unione sindacale di base Fischi e cori contro il Comune, la seduta sospesa su proposta dell’opposizione 

2 MINUTI DI LETTURA





massa. Chiedono di bloccare lo sfratto di una famiglia massese. Ma anche di fermare tutti i provvedimenti che probabilmente verranno notificati in questi mesi alle persone che hanno aderito al progetto Comune Garante.

Una ventina di manifestanti hanno protestato in consiglio comunale per l’iniziativa organizzata dall’Unione sindacale di base.

Le ragioni le spiegano in una nota: «Dopo diversi incontri con l'assessore alle politiche sociale Amelia Zanti riguardo alla situazione di una famiglia sotto sfratto per morosità incolpevole, arrivati ormai a ridosso del giorno in cui dovrebbero lasciare la casa, dal Comune abbiamo ricevuto solo parole confuse ma nessun aiuto né risposta concreta».

In consiglio qualche minuto prima che dal gruppo di manifestanti si alzassero cori e fischi, una mozione per l’alienazione di alcuni beni del patrimonio pubblico veniva approvata con qualche critica da parte del Pd e del Movimento Cinque Stelle. Elena Mosti, sostenuta da Sergio Menchini, ha chiesto di sospendere il consiglio e dare parola ai manifestanti.

Il presidente del consiglio Stefano Benedetti ha dunque messo in votazione la proposta, rifiutata dalla maggioranza dei consiglieri (11 voti favorevoli e 17 contrari). Alcuni fischi per qualche minuto hanno riempito la sala. «Non siamo al bar, richiamo alla civiltà», ha detto il presidente del consiglio.

Il sindacato tiene a sottolineare: «A quanto pare siamo l'unico comune in Toscana in cui il bando per l'assegnazione dei fondi regionali stanziati per queste situazioni non viene aperto all'inizio dell'anno ma a giugno, quindi nei primi sei mesi dell'anno se avete problemi economici non rivolgetevi all'amministrazione.

Questo è solo il primo sfratto (di cui siamo a conoscenza) dell'anno ma nei prossimi mesi altre famiglie si ritroveranno senza casa. In consiglio comunale nel frattempo si discute della vendita delle case popolari, continuando il processo di svendita e privatizzazione del patrimonio pubblico».

Alienazione che per il sindacato «diminuisce le possibilità di accedere ad un alloggio popolare» e «contribuisce al mantenimento degli attuali prezzi degli affitti, sempre più spesso insostenibili». «Per l'immobilità dell'amministrazione attuale, e per l'incapacità di quella precedente, non sono stati stanziati fondi per le emergenze abitative né è stato predisposto alcun tipo di provvedimento a sostegno delle famiglie in difficoltà.

Chiediamo a questi politici di prendersi le proprie responsabilità e imboccare l'unica strada percorribile per garantire il diritto alla casa: bloccare tutti gli sfratti per morosità incolpevole fino all'apertura del bando di giugno, quando cioè sarà possibile accedere ai fondi destinati». —

Camilla Palagi

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa