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problema lavoro  

«Al Carrefour 49 esuberi Stop ai buoni merci e più domeniche al lavoro»

Manuela D’Angelo
«Al Carrefour 49 esuberi Stop ai buoni merci e più domeniche al lavoro»

Il sindacalista della Ugl  Francesco Vannucci svela le richieste dell’azienda nell’ambito della trattativa L’assemblea il 30 gennaio

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massa. Non c’è ancora nulla di definito e forse è presto per allarmarsi, ma comunque si muove qualcosa nella trattativa sindacale con Carrefour, il grande ipermercato di Massa Carrara, con circa 267 dipendenti.

Sul piatto, per il momento, ci sono soltanto le richieste dell’azienda, che non sono state approvate da nessuna delle sigle sindacali impegnate nella battaglia per i diritti dei lavoratori.

Nei giorni scorsi si è svolto un incontro con l’azienda che ha specificato i suoi obiettivi. A riferire di quali richieste si tratti è Francesco Vannucci, ex dirigente sindacale, a nome della Ugl.

«Nell’incontro del 17 gennaio – inizia Vannucci – gli esuberi prospettati da Carrefour sono saliti a 49, quando l’ultima volta erano soltanto 33. Si è parlato di revocare il buono merci dei lavoratori, che va da 100 a 400 euro da spendere esclusivamente all’interno dell’ipermercato, a seconda delle domeniche lavorate. Si parla anche del congelamento dell’Ifa (l’importo fisso aggiuntivo, nato come premio fisso del punto di vendita, poi diventato aziendale nel gruppo ipermercati con varie diciture), di circa 48 euro mensili per il quarto livello e 55 euro mensili per il terzo livello.

Un punto saliente delle richieste dell’azienda – continua Vannucci– sono state le domeniche lavorative e lo dico ricordando che le domeniche festive sono un diritto dei lavoratori. L’azienda chiede a tutti i suoi dipendenti, sia full time che part time, di aumentare le domeniche lavorative passando da 24 a 28 per i full time e per i part time in un numero da definire, in base a quelle già previste nel loro contratto». Vannucci ricorda infatti che «ci sono inflavoratori part time che non hanno domeniche lavorative, a cui l’azienda ne chiederà due mensili e altri lavoratori che ne fanno già 16, 20, 24 o 32 e allora l’azienda calibrerà su ognuno, in base a quel numero, l’aggiunta delle domeniche a lavoro».

Vannucci continua elencando cosa c’è sul piatto dell’azienda: «La presenza del lavoro interinale sarà da rivedere e ridiscutere, perché è legata alla disponibilità che daranno i lavoratori alle modifiche richieste. Cioè, se tutti i dipendenti, per assurdo, dessero la disponibilità ad attuare il piano lavoro dell’azienda, domeniche comprese, Carrefour farebbe a meno degli interinali. Un altro punto dolente è il lavoro serale: l’azienda vuole togliere la terziarizzazione e affidarla ad un numero di dipendenti che ruota su 4 turni, maggiormente pomeridiani di cui uno fino all'una di notte. Per chiarire: tutti i dipendenti, almeno cinque volte al mese, saranno costretti ad un turno che arriva all’una di notte, quando il loro contratto prevede solo fino alla mezzanotte».

I 49 esuberi sono stati confermati anche dalla Cgil, sindacato di categoria, che però ha deciso di incontrare i lavoratori, prima di commentare le richieste dell’azienda. Come detto l’accordo non è stato ancora firmato, i sindacati devono rilanciare. Il prossimo 30 gennaio si terrà l’assemblea dei lavoratori Carrefour. Il 31 gennaio, invece, scadrà la cassa integrazione a rotazione, che i dipendneti stavano attuando da tre anni. Ammortizzatori sociali, poi, non ce ne sono più. —

Manuela D’Angelo

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