Il Tirreno

LA STORIA 

Sottufficiale di Marina diventa sacerdote, la seconda vita di Sergio

Alessandra Poggi
Sottufficiale di Marina diventa sacerdote, la seconda vita di Sergio

Una decisione maturata in 19 anni: prima il lavoro come sottufficiale  nella Guardia costiera poi la conversione

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Prima andava in discoteca con gli amici, era un sottufficiale della Marina, aveva anche una fidanzata. Sergio Sessa ha deciso di cambiare vita e diventare sacerdote. Una scelta di vita consacrata ufficialmente con l'ordinazione sacerdotale fatta sabato 12 gennaio dal vescovo Giovanni Santucci. Sergio appartiene all'ordine dei missionari e missionarie di Maria, fondato da padre Valfreno Zamperini nel 1971 circa. E così dopo ben 19 anni fra Sergio Sessa è finalmente in pace con se stesso e in compagnia di Dio. Sergio è un ragazzo come tanti, ha 45 anni ed è di Carrara. Anche suo fratello maggiore è un frate e si chiama Salvatore. Entrambi vivono in via Fenice 34 a Massa, sede o casa madre dell'istituto religioso clericale di vita cui appartengono, formato da due rami: quello maschile con quindici confratelli, e quello femminile con circa sedici suore. Sergio dopo il diploma da geometra conseguito allo Zaccagna, vince un concorso per sottufficiali in Marina; prima lavora nella Guardia costiera della Maddalena, poi in quella di Viareggio. Fa una vita normale, va in discoteca con gli amici, fa sport, si diverte, guida la sua bella Golf Volkswagen, ha una fidanzata. Dopo cinque anni (siamo nel 2000) comincia a non stare più bene, questa bella vita comincia ad andargli stretta, prova un grande senso di vuoto, in una parola quello che lui definisce una "lacerazione". Decide di parlarne con il fratello e poi con padre Falvreno, che gli palesa la possibilità di una chiamata interiore e di entrare nel suo istituto. «Di fronte a questa possibilità - racconta fra Sergio - sono scappato, non pensavo fosse possibile. Dopo qualche mese sono tornato a parlare con lui, e di nuovo sono sparito per alcuni mesi». Una lotta interiore per far emergere quello che è oggi: «Alla fine ho capito che volevo intraprendere questo cammino - prosegue fra Sergio - e così ho preso un anno di aspettativa dal lavoro. Poi ho preso un altro anno». Ma proprio quando Sergio pensava che questa era la sua vita entra di nuovo in crisi. Esce dall'ordine e torna ad essere un ragazzo qualunque. Per mantenersi insegna religione nelle scuole. Ma la lacerazione non gli dà pace, questa vita gli sembra forzata. Così chiede di essere riammesso. Dopo un periodo di prova di un anno e dopo la ripetizione dei voti diventa diacono e infine presbiterato. Finalmente oggi è quello che ha sempre voluto essere: un uomo al servizio di Dio, un sacerdote. «Un compito importante - conclude fra Sergio - fare messe, preparare un’omelia non scontata, ma soprattutto per le confessioni». Adesso fra Sergio è in pace con se stesso e si è lasciato alle spalle tutta la sofferenza che ha preceduto la sua scelta. —

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