Il Tirreno

trovati i soldi per finanziare l’dea 

Pontremoli torna a costruire le antiche culle di Bratto

R.S.
Pontremoli torna a costruire le antiche culle di Bratto

5mila euro arrivano dalla Fondazione Carispezia, l’altra metà grazie a internet L’artista Anna Fabrizi sarà aiutata dal Comune nel concretizzare il progetto

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pontremoli. Dalla tradizione, dalla riscoperta degli antichi mestieri e soprattutto dalla creatività può rinascere l’attenzione verso i nostri borghi e le nostre frazioni spesso isolate e disabitate. Ne è convinta l’artista Anna Fabrizi di Carrara che, assieme alla Compagnia del Piagnaro e con il supporto del Comune di Pontremoli, ha dato vita ad un’interessante iniziativa.

Si tratta de “La Culla di Bratto” (da cui il nome del progetto) un lettino per neonati che veniva realizzato nell’‘800 e che rappresenta un piccolo gioiello di maestria assolutamente caratteristico nel campo dei lavori artigianali tanto che la stessa Anna ne è rimasta incantata la prima volta che ne ha visto una copia conservata presso il Museo Etnografico di Villafranca:«un’assoluta meraviglia, un manufatto tutto realizzato ad incastro senza l’utilizzo di chiodi». Un miracolo ancora più stupefacente pensando che non si trattava di falegnami professionisti bensì di contadini e pastori che, durante l’inverno, rimanevano isolati in paese a causa della neve e così si dedicavano all’attività artigianale e decorativa. Da lì è nata l’idea di Anna di avviare un percorso per far riscoprire la culla. Il sogno è quello di riprodurla e per fare questo è necessario far partire un processo creativo, che attivi dei corsi e che coinvolga la popolazione di Bratto e del territorio nel suo complesso. Corsi che avrebbero un respiro più ampio abbracciando anche l’ipotesi di realizzare conferenze e dibattiti.

Il progetto è stato presentato alla Fondazione Carispezia che l’ha selezionato; il finanziamento copriva però solo metà (5.000 euro) dei costi dell’intero progetto e c’è stato quindi bisogno di reperire i restanti 5mila. Per questo si è attivata una campagna di crowdfounding (finanziamenti su internet) sulla piattaforma Eppelae (www.eppela.com/it/projects/20837-la-culla-di-bratto): una campagna che è riuscita nell’impresa di superare la quota attesa arrivando a raccogliere 5.130 euro, per un finanziamento complessivo, tenendo conto dell’apporto della Fondazione Carispezia, di 10.130 euro ottenuti anche grazie a varie iniziative collaterali (una cena al Castello, laboratori creativi sul tema). E poi, a dimostrazione dell’attenzione che la Culla di Bratto sta suscitando nell’ambito pontremolese, anche il recente concorso dei presepi ha avuto come tema la realizzazione di manufatti con la culla di Bratto come tema comune.

Per la concretizzazione del progetto è stato senza dubbio fondamentale l’interessamento da parte del sindaco, Lucia Baracchini, che ha ricordato come anche la sua famiglia abbia un reperto di questa antico gioiello di artigianalità «quello della valorizzazione della culla di Bratto è un percorso – ha rimarcato la prima cittadina – che vuole far risaltare il territorio attraverso la riscoperta della creatività che segnalano le tradizioni e le ricchezze della popolazione». — R.S.

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