Gioco
Meno entrate dal lapideo e l’amministrazione fa salire l’aliquota Irpef
CARRARA. Aliquota Irpef che aumenta allo 0,8 per cento per tutte le fasce (eccezion fatta per i redditi annui sotto i 10 mila euro) e una stima sull'entrate del lapideo di “meno” 1,8 milioni di euro. Sono queste, in estrema sintesi, le voci “calde” uscite dalla commissione bilancio riunita nel pomeriggio di ieri. Al centro della seduta il bilancio previsionale del 2019 presentato dal vicesindaco Matteo Martinelli che, prima di tutto, parte con una precisazione sulle tempistiche: «Dovrebbe essere in consiglio per l'approvazione la prima settimana di febbraio rispettando i termini di legge (fine febbraio)». Poi come detto i numeri. E andiamo subito alla manovra sull'aliquota Irpef da oltre un milione e mezzo di euro (1,6 milioni di euro). «L’incremento varierà a seconda della fascia di reddito ma nella peggiore delle ipotesi comporterà un aumento medio dello 0,12% e un incremento massimo dello 0,2%», dicono da Palazzo civico. Insomma, fino a 10mila euro di reddito rimane l'esenzione, dopodiché si alza allo 0,8 per cento per tutte le fasce. «La previsione sui proventi del marmo è di una minore entrata visto il 58 bis che impone la sospensione delle attività. Abbiamo esperienza di sei attività già oggetto della norma e quindi prudenzialmente la nostra stima è di entrate minori pari a 1,8 milioni di euro». Il vicesindaco arriva così all'aliquota; ma l'opposizione non ci sta. Prima tocca alla capogruppo Pd Roberta Crudeli («non fate passare il 58 bis per una cosa solo della Regione, l'hanno votata tutti, compresi voi») poi Andrea Vannucci e Giuseppina Andreazzoli. «Aumentate le tasse per una previsione? E semmai abbassiamo le tasse dopo?», chiede Vannucci a cui si aggiunge la Andreazzoli: «I redditi più alti erano già tassati così; qui si taglia a chi ha il reddito medio-basso». «Non piace nemmeno a me; non c'è nessun “massacro” però, parliamo di circa 25 euro annui in più per i redditi medi. Se la previsione è sbagliata investiremo la cifra che arriva dall'aumento», replica Martinelli che insiste sui vari segni “più” che mancano all'appello. E quindi: 560mila euro in meno che non arriveranno dal Governo (Fondo di solidarietà non reintegrato) e altri 800 mila euro in più rispetto all'anno scorso da accantonare nel fondo per i crediti di dubbia esigibilità (6,2 milioni di euro contro i 5,4 milioni di euro del 2018). —L.B.
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