Lutto
L’emozione di don Raffaello occhi negli occhi con il nipote Marco
Il parroco del Duomo ha assistito con grande emozione alla proiezione di “Il sole sulla pelle” al Garibaldi
C'è Marco Piagentini che entra con lo zio, Don Raffaello Piagentini, parroco del Duomo di Carrara; ci sono il sindaco Francesco De Pasquale, l'assessore Federica Forti e il presidente del consiglio comunale Michele Palma.
Tra il pubblico anche Adele Chiello Tusa, siciliana, madre di Giuseppe Tusa, tra le vittime della vicenda “Jolly Nero” nel porto di Genova del maggio 2013.
Ci sono le scuole (alcune classi tra “Zaccagna-Galilei” e “Marconi” e gli studenti dell'Accademia di Belle Arti) e più generalmente c'è una sala piena che si commuove, si emoziona e poi applaude, più volte.
Il documentario
Il viaggio dell'edizione del Baluardo nel mondo parte dall'Italia. Da Viareggio più precisamente; parte dal 29 giugno 2009 e dalla strage ferroviaria raccontata in poco più di un'ora dal regista apuano Massimo Bondielli con “Il sole sulla pelle” (2018). Inizia così, al “Garibaldi” di via Verdi, il secondo anno della rassegna cinematografica competitiva Baluardo d'Inverno. Lunedì scorso la serata inaugurale: «E siamo particolarmente contenti sia proprio con questo titolo: una battaglia di civiltà e giustizia che ci riempe di orgoglio, una voce importante e una testimonianza necessaria ed urgente», sottolineano gli organizzatori sulla pellicola che arriva a Carrara dopo Viareggio e Massa; sabato sarà a Sarzana. «Bello e importante vedere una risposta così. Vuol dire che quando si parla di cose importanti, vere, il pubblico ha voglia di conoscere e capire», commenta il regista apuano Marco Bondielli con Gino Martella (sceneggiatore della Caravanserraglio Film Factory). Il documentario – fuori concorso nella rassegna – racconta, tra le altre cose, la quotidianità di alcuni familiari delle vittime (32), il lavoro dell'associazione “Il mondo che vorrei onlus” (Viareggio) e la loro “battaglia”; lo fa con, tra le altre, la voce di Marco Piagentini: la sua storia, la sua forza, dopo numerosi interventi e la perdita della moglie e di due bambini. Il pubblico si commuove e applaude e poi, a fine serata, ascolta Piagentini che sale sul palco. La storia e le parole. «Pensavo, quanto dolore nella strada che ho camminato – riflette, dopo i ringraziamenti agli organizzatori -. Ma la cosa che fa più male è l'indifferenza e purtroppo ne abbiamo trovata tanta in questo percorso che continua. Non sono solo, ma rappresento un centinaio di persone. Ci sono tante città colpite dall'indifferenza, dall'arroganza, dalla negligenza e dall'imperizia di chi ci amministra e lo fa pensando solo al profitto. Questo ha generato Viareggio, ma non solo», continua citando tragedie che dal Vajont arrivano al ponte Morandi di Genova: «una carta carbone che si potrebbe riprodurre sempre nella stessa modalità». «Che paese siamo? – si chiede Piagentini – Dissestato e disastrato nelle persone, ma questo cammino ci ha portato fortunatamente a incontrare anche persone che donano un pezzettino del loro tempo per non restare indifferenti. Perché quel treno, quella torre, quella nave siamo tutti noi; perché quel treno è passato da qui, da Carrara, come ne continueranno a passare». «Sono stati condannati tutti i vertici di Ferrovie – aggiunge – coloro che dovevano garantire la sicurezza... Spesso anche le istituzioni sono state assenti, quindi, ripeto, l'indifferenza è la cosa più atroce». Poi l'invito per la manifestazione del 29 giugno: «portate qualcuno insieme a voi, per dire “noi non siamo indifferenti” perché su quel ponte ci potremmo passare tutti, purtroppo. E - conclude - state bene con le vostre famiglie».
Il sindaco
«Ringraziamo l'associazione “Il mondo che vorrei” e il Cinema Baluardo – dice Francesco De Pasquale – siamo ben contenti di questa iniziativa in una città che vive uno svuotamento culturale drammatico. Il documentario ha un significato importante e attuale: lo sviluppo della città attorno alle infrastrutture. Penso a Carrara che essendosi sviluppata lungo il fiume Carrione sconta questi problemi. L'impegno di un amministratore è quello di tenere lontano questi spettri con i certificati, i controlli e le manutenzioni necessarie». Tornando alla rassegna, il Baluardo d'Inverno in via Verdi proseguirà con la commedia grottesca “Abracadabra” (di Pablo Berger) lunedì prossimo (alle 17 e alle 21). —
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