Il Tirreno

L’anno d’oro per i colossi del marmo Franchi: utili per 19 milioni di euro

L’anno d’oro per i colossi del marmo Franchi: utili per 19 milioni di euro

Tutti i big del settore hanno collezionato cifre “monstrum”, dalla Sagevan alla Furrer fino alla Igf: ecco tutti i numeri

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CARRARA. I numeri parlano da soli. Il 2017 è stato un anno d’oro per le aziende del marmo: per i big, ma anche per realtà di dimensioni più contenute che, seppure con fatturati non astronomici, hanno realizzato utili da record. Si tratta di aziende che rappresentano gli interi sementi della filiera del lapideo: sia il monte (in soldoni, e qui è proprio il caso di dirlo, la vendita dei blocchi) che il piano (la segagione e i lavorati). Insomma un settore che, scorrendo i numeri di fatturato e utile di esercizio, non sembra veleggiare nelle secche della crisi. Anzi.. Le cifre sono “monstrum” soprattutto per quel che riguarda gli utili: la Franchi Umberto marmi (fatturato di oltre 48 milioni di euro) si aggiudica il primato delle 145 aziende del territorio apuano con fatturato superiore ai cinque milioni, con oltre 19 milioni (19 milioni 256mila euro) di utile di esercizio. Al mese, tradotto, significa un milione e 600mila euro circa di utile: un dato significativo per una azienda del lapideo che colleziona numeri un tempo attribuibili solo ai colossi della grande industria.

Al secondo posto della classifica stilata sulla base dei dati ufficiali relativi a fatturati e utili che hanno monitorato tutte le aziende della Toscana, quanto a utili, c’è un’altra big del lapideo, la Sagevan (azienda di famiglia di Gemignani e Vanelli) : il fatturato supera i 31 milioni e mezzo di euro. L’utile netto sfiora i 12 milioni: 11 milioni 909mila euro per la precisione.

Sul podio si trova un’altra delle aziende più quotate del comprensorio lapideo apuano: si tratta del Fiorino della famiglia Rossi. Per questa ditta, che si occupa della intera filiera del marmo, il fatturato è di oltre 21 milioni e mezzo di euro. L’utile di esercizio sfiora i 7 milioni e mezzo di euro.

Un 2017 sotto il segno positivo anche per la Gemeg dei Soldati: 21 milioni e 600mila euro di fatturato, oltre sei milioni e 800mila euro di utile.

Grandi cifre anche per il colosso Furrer, di Mazzi: un fatturato record, che supera i 30 milioni di euro, e un utile che si attesta sui 5 milioni.

Scorrendo i numeri che arrivano dal focus sulle aziende toscane (i dati dei bilanci, lo ricordiamo sono tutti pubblici) si trova un’altra azienda del settore lapideo: la Igf Marmi di Giacomo Sacchelli. Il fatturato è di 14 milioni e 741mila euro, l’utile si attesta sui 5 milioni e 2646 mila euro.

La Società Apuana Marmi (Sam) ha chiuso il 2017 con 16 milioni di fatturato e poco più di tre milioni di utili. Mentre ha realizzato utili record, oltre 5 milioni e 800mila eurola F.B cave (dei Brizzi) con 14 milioni di fatturato.

Per altri i numeri (si fa per dire) sono meno eclatanti. La cooperativa Canalgrande, ad esempio, ha realizzato 10milioni di fatturato e un utile e 738mila euro di utile di esercizio.

Sempre al monte la Gemignani e Vanelli ha fatturato sei milioni con utili per 2 milioni e 189mila euro.

Decisamente sotto la media rispetto alle altre big il dato della Marmi Carrara, azienda di cui il 50 per cento è detenuto dal gruppo della famiglia Bin laden: 29 milioni di fatturato e “solo” 2 milioni e 800mila euro di utile. —


 

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