Il Tirreno

Aeroporto di Cinquale chiuso venti voli a settimana cancellati

Aeroporto di Cinquale chiuso venti voli a settimana cancellati

Lo stop allo scalo imposto da Enac mette in difficoltà l’Aeroclub. Intanto si riapre la discussione sul futuro della pista. Il sindaco Persiani: stiamo valutando progetti

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Pista deserta ieri all’aeroporto di Cinquale per il fermo delle attività di volo imposto dall’Enac. L’ente nazionale dell’aviazione civile ha riscontrato una situazione di mancanza di sicurezza nel campo di volo apuano: la presenza di alberi di altezza troppo alta, tale da costituire un potenziale pericolo per l’atterraggio e il decollo dei velivoli. Lo stop (che lo ricordiamo non riguarda l’elisoccorso Pegaso del 118 e altri voli d’emergenza) è un colpo per le attività dell’Aeroclub e più in generale per il sistema turistico apuano. «E per fortuna che non è arrivato in estate», dice Lino Palla, medico e presidente dell’Aeroclub del Cinquale.

Durante la stagione turistica infatti, il traffico sulla pista apuana è quasi dieci volte quello invernale. Nella bassa stagione, calcola Palla, abbiamo circa venti voli a settimana, un centinaio al mese. Si tratta di 10-15 aeri, ultraleggeri o di dimensioni più grandi, e di 5 transiti, in media, di elicotteri. Voli effettuati da appassionati, in gran parte, ma ci sono anche elicotteri di grandi dimensioni che fanno scalo di rifornimento a Cinquale durante rotte di più ampio raggio.

«Subiamo anche un danno economico. 500 euro al mese circa di mancati incassi per le tariffe di atterraggio. Non sono grandi cifre, ma per un club piccolo come il nostro pesano», dice ancora Palla. L’Enac stima che il fermo di Cinquale durerà fino al 13 aprile, ma all’Aeroclub si conta di «risolvere la questione dell’abbattimento o della potatura degli alberi troppo alti in tempi ben più brevi». 

Intanto, la chiusura dello scalo, ha riaperto il dibattito sul futuro del piccolo aeroporto. Una realtà che – è opinione diffusa – ha potenzialità turistiche non appieno sfruttate. Che si scontra però, e non da oggi, con altre esigenze, anch’esse legate al turismo. I balneari hanno più volte protestato per i fastidi e i potenziali pericoli arrecati dai sorvoli sulla spiaggia. E così hanno fatto residenti e titolari di alberghi o pensioni. Dall’altra parte, c’è chi sogna addirittura di allargare la pista e fare di Cinquale una specie di hub per il turismo di èlite. Lo scalo è, d’altronde già utilizzato in estate da una clientela facoltosa che gravita soprattutto su Forte dei Marmi e la Versilia. Bene, è da qui che occorre partire per rilanciare Cinquale, è la tesi.

«Valorizzare lo scalo di Cinquale», è scritto nelle linee programmatiche dell’amministrazione. E il sindaco Francesco Persiani questo intende fare. «Stiamo raccogliendo idee e proposte, esaminando progetti; ascoltiamo le opinioni degli addetti ai lavori così come di tutti gli interessati. Sappiamo bene che ogni scelta ha pro e contro e che attorno all’aeroporto si muovono interessi ed esigenze diverse. Per questo si tratta di un percorso non facile e di non immediata conclusione. Però l’interesse attorno allo scalo c’è, abbiamo più di una manifestazione di interessi, di persone e imprese che hanno dei progetti che stiamo esaminando. Ci stiamo lavorando...». 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca