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L’Enac chiude l’aeroporto di Cinquale per tre mesi: “Alberi troppo alti, pericolo per i velivoli”

L’Enac chiude l’aeroporto di Cinquale per tre mesi: “Alberi troppo alti, pericolo per i velivoli”

Esclusi dallo stop l’elisoccorso del 118 e voli di emergenza. L’Aeroclub: un colpo, ma l’occupazione non è in pericolo

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MASSA. Anche per oggi non si vola. L’Enac ha ordinato la chiusura dell’aeroporto di Cinquale “a tutto il traffico aereo, per ragioni di sicurezza”. Il provvedimento è scattato ieri mattina e durerà – data stimata dallo stesso Enac, l’Ente nazionale per l'aviazione civile (sottoposta al controllo del Ministero delle infrastrutture) che v igila su tutto il settore – fino al 13 aprile: tre mesi. Esclusi dal divieto sono però i voli Ems-Hems, ossi i servizi medici di emergenza, i voli di emergenza, gli aeromobili di Stato. In altre parole: l’elicottero Pegaso del servizio di emergenza-urgenza 118 potrà ancora decollare e atterrare dalla pista di Cinquale senxa alcuna limitazione. E così potranno fare, eventualmente, aerei o elicotteri mobilitati in casi di emergenza e velivoli appartenenti a forze dell’ordine o a ministeri. Al contrario, sono interdetti tutti i voli turistici, amatoriali o commerciali.

Ma quale è la ragione “di sicurezza” che ha indotto l’Enac a emanare il provvedimento? Si tratta di un problema di alberi troppo alti, secondo la spiegazione fornita da Lino Palla, presidente dell’Aeroclub di Cinquale. «Da un controllo compiuto dagli ispettori dell’Enac a metà dicembre scorso – dice Palla – è emerso che alcuni alberi che si trovano ai confini della pista di atterraggio, sia lato monti, sia lato mare, superano l’altezza di sicurezza. Da qui lo stop. Noi, ovviamente, ci siamo adeguati comunicando ai soci e a tutti gli interessati la inagibilità dell’aeroporto. Nello stesso tempo ci siamo subito messi in moto per risolvere la questione».

Il divieto ha colto in contropiede i gestori dell’aeroclub di Cinquale che si vedono in sostanza fermare quasi tutte le loro attività. «L’anno scorso, in aprile – riferisce ancora Lino Palla – ci fu un’altra ispezione e non furono rilevati problemi. Evidentemente, qualcosa era sfuggito, oppure le chiome son cresciute rapidamente. Fatto è che nella ispezione del mese scorso, sono state rilevate altezze di alberi i corrispondenza del “sentiero” di decollo-atterraggio della pista tali da superare i limiti, che vengono calcolati in basi a rapporti fra altezza degli alberi e angolo di volo dell’aeromobile, stabiliti dal regolamento di Enac. I piloti, devo dire, mai si sono accorti di niente, ma se le regole dicono questo, allora bisogna fermarsi».

La questione coinvolge anche il Comune, proprietario dell’area aeroportuale affidato in gestione all’Aeroclub Cinquale. «Da quanto abbiamo per adesso capito – dice l’assessore ai Lavori pubblici Marco Guidi – gli alberi “incriminati” si trovano in terreni privati. Se fossero stati su suolo pubblico, avremmo provveduto direttamente. In questo caso, invece, dovremo individuare le piante da abbattere o da potare e quindi attraverso l’emissione di ordinanze ordinare che i proprietari mettano in sicurezza le piante».

Il problema dell’altezza degli alberi non è nuovo per l’aeroporto di Cinquale. «Già in anni passati – torna a spiegare Palla – ci sono state segnalazioni di questo genere e in quelle occasioni fu lo stesso Aeroclub a intervenire per abbattere gli alberi, a sue spese». Nel caso in cui le piante si trovino in terreni privati, deve essere invece il proprietario a provvedere; in caso di inadempienza può tuttavia intervenire il Comune per poi rivalersi sul privato.

Lo stop ai voli non metterà in crisi il piccolo indotto occupazionale del Cinquale: gli otto dipendenti, quasi tutti impiegati nei servizi antincendio, continueranno a lavorare per assicurare la sicurezza ai voli dell’elisoccorso Pegaso. Ci sono tuttavia timori per una ricaduta negativa di immagine e di capacità attrattiva dell’aeroporto apuano. «Se fosse successo in estate, in piena stagione turistica sarebbe stato un disastro – ammette Palla – ma va detto che anche in inverno, grazie alle ottime condizioni meteo della nostra zona, sono tanti gli appassionati che frequentano il nostro centro di volo. E che per un po’ non potranno più farlo. —
 

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